Al Festival di Venezia Stupor mundi è un inno alla coesistenza - Centodieci

“Stupor mundi” non è solo un film, ma un inno alla coesistenza

Oscar Di Montigny

Chief Innovation, Sustainability and Value Strategy Officer di Banca Mediolanum; AD di Mediolanum Comunicazione; ideatore di MCU, Mediolanum Corporate University. È editorialista, blogger, divulgatore e speaker...

Nel docufilm Stupor Mundi che Centodieci di Banca Mediolanum ha realizzato, prodotto e sta presentando, in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, all’interno del palinsesto della Fondazione Ente dello Spettacolo, c’è un passaggio in cui il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, racconta la Martorana. Quel passaggio mi ha molto colpito e, siccome non sono un esperto conoscitore della città e del suo patrimonio, per capirlo appieno ho voluto saperne di più di quella chiesa e della sua storia.

Storia della Martorana

La chiesa in realtà si chiama Santa Maria dell’Ammiraglio in quanto fu edificata, verso la metà del XII secolo, dall’Ammiraglio della flotta del re normanno Ruggero II d’Altavilla, Giorgio di Antiochia, che era un siriaco di culto bizantino. La volle dedicare alla Madonna in segno di gratitudine per la protezione ricevuta nella sua lunga vita militare per i mari e la fece costruire accanto al suo palazzo. Nelle vicinanze del monastero benedettino che la nobildonna Eloisa Martorana fondò nel 1194. Per questo diventò nota successivamente come chiesa della “Martorana”. Dal punto di vista architettonico, la pianta a croce greca, prolungata con il nartece e l’atrio, il portale assiale che affaccia sull’atrio e il nartece, la rendono simile alle prime chiese cristiane mentre gli archi a sesto acuto e i pennacchi della cupola sono di gusto islamico e le decorazioni sono quelle di una chiesa bizantina a 4 colonne: l’apparato dei mosaici, che rivestono interamente le volte e gli archi della croce greca dell’originaria chiesa bizantina, è uno dei più importanti del mondo.

Un inno alla coesistenza

La chiesa si trova dunque nel centro storico di Palermo, è adiacente alla chiesa di San Cataldo, si affaccia sulla piazza Bellini dove affianca l’omonimo Teatro, e fronteggia la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria e il prospetto posteriore del Palazzo Pretorio. In questo contesto già di per sé spettacolare, la Martorana si distingue per la molteplicità degli stili e dei gusti artistici, architettonici e culturali con i quali, secolo dopo secolo, fu arricchita e che oggi in essa si incontrano facendone un esemplare inno alla coesistenza, non a caso fa parte del patrimonio dell’umanità (Unesco) nell’ambito dell’Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale, in una città che a sua volta, sotto ogni punto di vista, nella storia come nell’attualità, è un inno alla coesistenza ancora più potente.

Come edificare un’azienda

Se ci pensiamo, nella sostanza, l’edificazione di una azienda non è poi così dissimile. È il frutto della visione di un individuo che poi si trasforma in volontà realizzativa. Man mano che cresce e si sviluppa, si arricchisce del contributo di tutti quegli individui che partecipano a questa impresa. Ciascuno con le proprie idee, con i propri valori, con le proprie caratteristiche, con i propri gusti, stili, espressioni, con le proprie tendenze. Un equilibrio di coesistenze che si regge sul riconoscimento delle differenze individuali e sulla valorizzazione del potenziale presente in ciascuno.

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