Merito e successo sono correlati?

Merito e successo sono correlati?

Roberto Panzarani

Presidente dello Studio Panzarani & Associates e docente di Innovation Management. Ha sempre operato nel campo della formazione. Attualmente,  come esperto di Business Innovation, si occupa dello sviluppo di...

Albert-László Barabási, fisico rumeno, o, più propriamente, studioso delle reti come meglio viene definita la sua professione, con il suo nuovo libro The Formula: The universal laws of success (Little Brown and Co. – in italiano per Einaudi La formula. Le leggi universali del successo) fa riflettere se ci sia o meno correlazione tra meritocrazia e successo personale. Barabasi è sicuro che il successo non dipende solo dalla perfomance, da quanto la persona sia meritevole, perché buona parte del successo è dovuta all’apprezzamento della comunità in cui si opera. “Se vogliamo misurare il nostro successo o capire come saremo ricompensati alla fine, non possiamo considerare solo le nostre prestazioni o conquiste. Dobbiamo invece studiare la nostra comunità ed esaminare la reazione ai contributi che offriamo.” È il giudizio collettivo che dà luogo al prestigio determinando quindi il successo di una abilità artistica o professionale che sia: la perfomance è quello che facciamo, ma il successo è quanto la comunità apprezzi o ignori la nostra perfomance. E, sempre secondo Barabasi, i fattori che la comunità giudica sono indiscutibilmente i condizionamenti che si creano nel momento in cui si entra nella cerchia: classe, di genere, di etnia, provenienza.
La prima legge recita: “A portare al successo sono le prestazioni, quando però le prestazioni non sono misurabili, a determinare il successo sono le reti”.
Prima di Barabasi, comunque, il grande medico italiano Giuseppe Moscati diceva: “la mia riuscita non significa vittoria mia, ma vittoria di tutto un partito di amici, stretti l’un l’altro. Oggi l’individuo non ha più alcuna probabilità di successo, se non quando avrà compreso che deve fare parte di una catena, il suo merito consiste solo nel sapere scegliere la catena, di cui deve divenire un anello.”

Il Blue Monday è il giorno più triste dell’anno, ecco come esorcizzarlo

Il clima, di solito brutto, l’effetto delle vacanze, ormai passato, e la sensazione che i nostri piani e propositi per il 2020 non si stiano realizzando. Questi elementi hanno portato, nel 2005, un certo Cliff Arnal a scrivere un comunicato stampa (per...
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20 Gennaio 2020 | Centodieci

Cosa possiamo imparare rileggendo Piccole Donne

Lo diceva anche Italo Calvino, che un classico è un libro che non ha mai finito di insegnare qualcosa. Per questo oggi, in tempo per l’uscita del nuovo adattamento cinematografico di Greta Gerwig (arrivato in Italia il 9 gennaio 2020), rileggere Piccole...
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17 Gennaio 2020 | Arte e Cultura

Smetti di colpevolizzarti: perché l’errore è utile

Una volta credevo che il contrario di una verità fosse l'erroree il contrario di un errore fosse la verità.Oggi una verità può avere per contrario un'altra veritàaltrettanto valida e l'errore un altro errore.- Ennio FlaianoDue fogli A4 staccati dal...
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16 Gennaio 2020 | Crescita

Per il lavoro del futuro quello che serve è la creatività

Nel 1792, i musicisti dell’orchestra sinfonica di Franz Joseph Haydn (1732 – 1809) erano molto stanchi e arrabbiati perché era da troppo tempo che non andavano in vacanza: il loro Duca, un ricco proprietario terriero, non ne voleva proprio sapere...
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15 Gennaio 2020 | Crescita

La sostenibilità passa per la rivoluzione della materia

Parto da un presupposto: le cose, tutte le cose, hanno un contenuto e una forma. Questo vale sia per le cose intangibili, sia per le cose tangibili, dalle opere d’arte agli oggetti di uso quotidiano. Io, qui, mi voglio occupare di oggetti fisici, gli...
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14 Gennaio 2020 | Innovability

Vuoi avere successo? Inizia a fare journaling, tieni un'agenda!

Vuoi che il 2020 sia l’anno in cui realizzerai tutti i tuoi obiettivi (personali e professionali)? Allora inizia a fare journaling!Tenere un journal, cioè un diario, ha molteplici vantaggi: tra i tanti, facilita la conoscenza di sé, ci aiuta a memorizzare,...
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13 Gennaio 2020 | Crescita

Il Game di Baricco e le nuove regole del gioco digitale

La nascita del web, il cambiamento del paradigma comunicativo e l’ascesa, rapidissima, di un nuovo sistema valoriale, di un nuovo gruppo di innovatori giovani, poco avvezzi al potere così come lo avevamo conosciuto sinora e animati, inizialmente, dal...
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10 Gennaio 2020 | Crescita

Aumentati e connessi, ma comunque uomini

La Rivoluzione Digitale è nel pieno del suo sviluppo e la Rete mobile di quinta generazione 5G è ormai prossima al debutto. Con essa assisteremo a un cambiamento ancora più impattante e pervasivo.L’era degli smartphone sta per lasciare il passo a...
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09 Gennaio 2020 | Crescita

Il successo arriva non solo se si ottengono meritatamente grandi perfomance, ma quando si riescono ad individuare presto e con chiarezza le proprie mete, che vanno raggiunte con costante energia e che, incontestabilmente, devono essere inserite in contesti dove vengono apprezzate e condivise.
L’influenza sociale entra di diritto, quindi, tra le componenti essenziali per avere successo.
Non c’è solo questo, però. Tre studiosi dell’Università di Catania (i fisici Alessandro Pluchino e Andrea Rapisarda e l’economista Alessio Emanuele Biondo) hanno determinato anche quanto nel successo entri in gioco forza la fortuna che molti sottovalutano. Il loro modello matematico, Talent vs Luck, studia i fattori base del talento (l’intelligenza, la capacità e la determinazione) che vengono poi influenzati, durante il percorso di carriera, nel bene o nel male, dalla fortuna.
“Una certa quantità di talento è necessaria per avere successo nella vita”, si legge nello studio, “ma quasi mai i soggetti più dotati sono quelle che raggiungono il maggior grado di successo venendo regolarmente sopravanzati da persone con talento mediocre ma sensibilmente più fortunate”. Importante sottolineare che lo studio non vuole in alcun modo demotivare i meritevoli ad impegnarsi sempre, ma è più una considerazione sull’abitudine di valutare il talento di una persona dai risultati che ha ottenuto, non pensando che questi hanno una buona dose di fortuna.
Se è difficile calcolare con indici prestabiliti il merito, entrambe le ricerche sicuramente ci dicono che per avere successo bisogna lavorare tanto, essere determinati, perseveranti, capaci ed avere buone idee e avere un buon network, il tutto sotto lo sguardo della dea bendata.