Merito e successo sono correlati?

Merito e successo sono correlati?

Roberto Panzarani

Presidente dello Studio Panzarani & Associates e docente di Innovation Management. Ha sempre operato nel campo della formazione. Attualmente,  come esperto di Business Innovation, si occupa dello sviluppo di...

Albert-László Barabási, fisico rumeno, o, più propriamente, studioso delle reti come meglio viene definita la sua professione, con il suo nuovo libro The Formula: The universal laws of success (Little Brown and Co. – in italiano per Einaudi La formula. Le leggi universali del successo) fa riflettere se ci sia o meno correlazione tra meritocrazia e successo personale. Barabasi è sicuro che il successo non dipende solo dalla perfomance, da quanto la persona sia meritevole, perché buona parte del successo è dovuta all’apprezzamento della comunità in cui si opera. “Se vogliamo misurare il nostro successo o capire come saremo ricompensati alla fine, non possiamo considerare solo le nostre prestazioni o conquiste. Dobbiamo invece studiare la nostra comunità ed esaminare la reazione ai contributi che offriamo.” È il giudizio collettivo che dà luogo al prestigio determinando quindi il successo di una abilità artistica o professionale che sia: la perfomance è quello che facciamo, ma il successo è quanto la comunità apprezzi o ignori la nostra perfomance. E, sempre secondo Barabasi, i fattori che la comunità giudica sono indiscutibilmente i condizionamenti che si creano nel momento in cui si entra nella cerchia: classe, di genere, di etnia, provenienza.
La prima legge recita: “A portare al successo sono le prestazioni, quando però le prestazioni non sono misurabili, a determinare il successo sono le reti”.
Prima di Barabasi, comunque, il grande medico italiano Giuseppe Moscati diceva: “la mia riuscita non significa vittoria mia, ma vittoria di tutto un partito di amici, stretti l’un l’altro. Oggi l’individuo non ha più alcuna probabilità di successo, se non quando avrà compreso che deve fare parte di una catena, il suo merito consiste solo nel sapere scegliere la catena, di cui deve divenire un anello.”

La compassione è un muscolo che si può allenare

Alla maggior parte di noi può sorgere in modo istintivo, quando si osserva una persona in difficoltà, partecipare al suo dolore e magari agire per cercare di alleviarlo, laddove possibile. Ci capita vedendo un film, così come concretamente nella vita...
Alla maggior parte di noi può sorgere in modo istintivo, quando si osserva una persona in difficoltà,...

21 Novembre 2019 | Crescita

Il viaggio di Sara Doris a Dandora, l’area più inquinata del Pianeta

Sono stata a Dandora nei giorni scorsi. Ci sono stata perché ero in Kenya per seguire alcuni progetti che con Fondazione Mediolanum Onlus stiamo realizzando da molto tempo, e non potevo non toccare con mano questa triste realtà alla quale pensavo di...
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20 Novembre 2019 | Crescita

Cos’è un percorso di crescita personale e come costruirselo

Il mercato della crescita personale è divenuto negli ultimi anni uno di quelli a maggior crescita, e questo a mio avviso a causa della proliferazione di sistemi di notifiche e algoritmi progettati per tenerci rinchiusi in recinti dove spendere soldi...
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19 Novembre 2019 | Crescita

A Matera con Oscar Farinetti nella vera bellezza dell’Italia

Oscar Farinetti è un imprenditore italiano, fondatore della catena alimentare Eataly nata nel 2007, che rappresenta un caso imprenditoriale di successo tutto made in Italy, un esempio positivo di come sia possibile fare impresa oggi, in Italia. Farinetti...
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18 Novembre 2019 | Arte e Cultura

Inferiori di Angela Saini e l’importanza di mettere tutto in discussione

Accusare Charles Darwin sarebbe facile, pure troppo. Quando anche lo studioso aveva affermato che le donne si collocherebbero a un gradino più basso dell’evoluzione, sono stati molti gli scienziati (uomini) a cercare prove a sostegno di una simile...
Accusare Charles Darwin sarebbe facile, pure troppo. Quando anche lo studioso aveva affermato che le...

15 Novembre 2019 | Arte e Cultura

Le fake news fanno parte di noi: impossibile sconfiggerle?

Siamo bombardati da ogni parte: radio, TV, giornali, social media, ma anche amici, parenti, colleghi e semplici conoscenti, ogni giorno ci sottopongono a massicce dosi di notizie “da prendere con le molle”. Inesatte, travisate, incomplete o addirittura...
Siamo bombardati da ogni parte: radio, TV, giornali, social media, ma anche amici, parenti, colleghi...

14 Novembre 2019 | Crescita

Perché essere gentili con i colleghi migliora il nostro stato d’animo

Quando deve essere incentivata la produttività in azienda, usualmente si ricorre a bonus di tipo economico. Un aspetto poco valorizzato ma altrettanto efficace, è la gentilezza. Una ricerca condotta presso l’Università di Warwick in UK, ha evidenziato...
Quando deve essere incentivata la produttività in azienda, usualmente si ricorre a bonus di tipo economico....

13 Novembre 2019 | Crescita

Le foreste non hanno bisogno dell’uomo ma noi abbiamo bisogno di loro

Fin dai suoi albori il destino della nostra specie è legato a doppio filo a quello delle foreste. Tra le fronde degli alberi i nostri progenitori hanno trovato riparo e sostentamento e, in seguito, dalle foreste hanno ricavato legname per realizzare...
Fin dai suoi albori il destino della nostra specie è legato a doppio filo a quello delle foreste. Tra...

12 Novembre 2019 | Crescita

Il successo arriva non solo se si ottengono meritatamente grandi perfomance, ma quando si riescono ad individuare presto e con chiarezza le proprie mete, che vanno raggiunte con costante energia e che, incontestabilmente, devono essere inserite in contesti dove vengono apprezzate e condivise.
L’influenza sociale entra di diritto, quindi, tra le componenti essenziali per avere successo.
Non c’è solo questo, però. Tre studiosi dell’Università di Catania (i fisici Alessandro Pluchino e Andrea Rapisarda e l’economista Alessio Emanuele Biondo) hanno determinato anche quanto nel successo entri in gioco forza la fortuna che molti sottovalutano. Il loro modello matematico, Talent vs Luck, studia i fattori base del talento (l’intelligenza, la capacità e la determinazione) che vengono poi influenzati, durante il percorso di carriera, nel bene o nel male, dalla fortuna.
“Una certa quantità di talento è necessaria per avere successo nella vita”, si legge nello studio, “ma quasi mai i soggetti più dotati sono quelle che raggiungono il maggior grado di successo venendo regolarmente sopravanzati da persone con talento mediocre ma sensibilmente più fortunate”. Importante sottolineare che lo studio non vuole in alcun modo demotivare i meritevoli ad impegnarsi sempre, ma è più una considerazione sull’abitudine di valutare il talento di una persona dai risultati che ha ottenuto, non pensando che questi hanno una buona dose di fortuna.
Se è difficile calcolare con indici prestabiliti il merito, entrambe le ricerche sicuramente ci dicono che per avere successo bisogna lavorare tanto, essere determinati, perseveranti, capaci ed avere buone idee e avere un buon network, il tutto sotto lo sguardo della dea bendata.