Cos’è un percorso di crescita personale e come costruirselo - Centodieci

Cos’è un percorso di crescita personale e come costruirselo

Silvio Gulizia

Scrittore, giornalista e consulente di comunicazione. Ha lavorato venti anni nel giornalismo, come cronista prima ed esperto di tecnologia e innovazione poi, scrivendo per quotidiani e riviste. Questo l’ha portato...

Il mercato della crescita personale è divenuto negli ultimi anni uno di quelli a maggior crescita, e questo a mio avviso a causa della proliferazione di sistemi di notifiche e algoritmi progettati per tenerci rinchiusi in recinti dove spendere soldi e attenzione senza soluzione di continuità, come shop on online e social network. La crescita personale non è altro che apprendimento continuo, ma le circostanze l’hanno trasformata in uno sviluppo del proprio potenziale, più facile da vendere. E anche quello, ci mancherebbe altro, ma in un certo senso potremmo definirla come la scuola dopo la scuola. Chiunque può costruirsi un percorso di crescita personale a mani nude, cucito su misura. Vediamo come.

Un cambio di paradigma

Il primo passaggio è stabilire un corretto approccio mentale davanti a ostacoli e sfide. Chi ha una mente chiusa rifiuta le critiche, cerca di evitare la fatica, si ferma davanti agli ostacoli, evita le sfide e vede nel successo degli altri un pericolo. Chi ha invece una mente aperta registra le critiche e le utilizza per apportare miglioramenti, vede nella fatica uno strumento per raggiungere la padronanza di quello a cui si dedica, affronta gli ostacoli come parte del percorso, accetta le sfide conscio che da un eventuale insuccesso avrà di che imparare, e cerca ispirazione dal successo degli altri, che prende a maestri. Ora, il problema è che se hai una mente chiusa non te ne accorgi neppure. Per “aprire la tua mente” e iniziare un percorso di crescita personale devi cambiare atteggiamento davanti a:

  • critiche,
  • fatica,
  • ostacoli,
  • sfide,
  • successo.

Il passaggio successivo è progettare un cambio di abitudini. Perché circa la metà delle attività che svolgiamo e i pensieri che elaboriamo derivano esse. Ed è così anche per l’approccio mentale. Il programma da seguire, come la mappa per il viaggiatore, viene solo dopo la preparazione che abbiamo visto. Non è pensabile cambiare tutto dall’oggi al domani, e sarebbe così difficile che se anche lo facessimo finiremmo con l’abbandonare il progetto in breve. Meglio pianificare il prossimo anno, avendo cura di farlo cominciare fra una settimana da oggi – così da avere il tempo di metabolizzare il progetto e prepararci a esso, oppure iniziare a ragionare per stagioni, dedicando ogni stagione (3 mesi) a uno specifico aspetto della nostra vita.

Il contagioso inno alla vita di Giusy Versace

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25 Febbraio 2020 | Centodieci

La benedetta necessità di reinventarsi ogni volta

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24 Febbraio 2020 | Crescita

Ne Il cielo in gabbia di Leunens e il film Jojo Rabbit tutto è possibile

Il cielo in gabbia è il romanzo della neozelandese Christine Leunens da cui è stato tratto Jojo Rabbit, portato sullo schermo da Taika Waititi, che ha vinto il Premio Oscar come Miglior Sceneggiatura non originale. Tra le ombre e le luci dei suoi protagonisti,...
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21 Febbraio 2020 | Centodieci

#CentodieciTip: Apprezza i piccoli “piaceri proibiti”, ti fanno sentire meglio

Sentirci in colpa per amare ciò che ci fa divertire e ci distrae dalle preoccupazioni quotidiane è assolutamente sbagliato. E poco importa se si tratta dei libri di Inga Lindstrom che finiscono sempre con il matrimonio tra la proprietaria di un maneggio...
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20 Febbraio 2020 | Centodieci

Il nostro bagaglio ci dice tutto di come siamo

È cambiato tutto con gli aerei. E non ora, già 90 anni fa. Nel 1938, Civil Aeronautics Board stabilì per la prima volta che i bagagli per ciascuna persona fossero di dimensioni e quantità limitate.Da quel momento e con le modifiche continue che hanno...
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19 Febbraio 2020 | Centodieci

Cosa vuol dire essere genitori e figli secondo Massimo Recalcati

«Questa città è viva perchè c’è qualcuno che la rende costantemente viva, cioè che, dal punto di vista della psicanalisi, è davvero un erede», spiega Massimo Recalcati nell’ambito degli incontri del progetto RiVedere Matera, organizzato da...
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18 Febbraio 2020 | Crescita

Lavorare meno e lavorare meglio è possibile?

Non è forse vero che vivere da adulti significa lavorare, portare a casa il salario, ritagliarsi appena il tempo per figli e hobby, correre sul tapis-roulant e andare a dormire presto, finché non arriva il sabato per una passeggiata sul lungomare e...
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17 Febbraio 2020 | Innovability

Cercami di André Aciman ci fa capire quanto importante sia il primo amore

Elio aveva amato per la prima volta, sperimentando lo strappo tremendo della separazione quando Oliver se ne era andato via. Con Chiamami col tuo nome eravamo arrivati qui, a un amore descritto quasi come fosse una febbre, che li aveva fatti sentire tanto...
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14 Febbraio 2020 | Crescita

Costruire un percorso personale

Il nostro programma, la nostra mappa, è costituito da un percorso per per andare da A, dove siamo ora, a B, dove vorremmo essere alla fine del percorso. Tocca metterlo nero su bianco, per poterlo seguire. Mi pare evidente che occorra innanzitutto capire bene dove siamo, e questo passa attraverso una fase di introspezione durante la quale definire i propri valori e ideali, determinando di conseguenza su quali aree abbiamo bisogno di lavorare, e infine assegnamo priorità a ogni aspetto individuato. Suggerimento: limitati a 4-5 aspetti e taglia tutti gli altri. Ci lavorerai il prossimo anno: mica penserai di smettere, vero?
Una volta definito il tu sei qui, prendiamo carta e penna, che aiutano a riflettere e cristallizzare il pensiero, e disegniamo il nostro percorso:

  • definisci gli obiettivi, ovvero descrivi bene il punto B, dove vuoi arrivare;
  • riconosci opportunità e minacce che incontrerai lungo la strada, ovvero considera tutto quanto ruota attorno ai tuoi obiettivi, per esempio pensando a come integrarli con lavoro e famiglia e come le esigenze di questi possano compromettere il tuo progetto;
  • crea una visione del futuro, ovvero come e dove sarai al termine del tuo (primo) percorso, e quando ci arriverai (in pratica, espandi il punto 1 descrivendo lo scenario), in modo da motivarti attraverso i momenti di fatica che incontrerai e gli ostacoli che si frapporranno fra te e la meta, e trova qualcosa che ti motivi nel breve e medio termine (consiglio: sfrutta i premi sui quali sono costruite le tue abitudini);
  • individua le attività pratiche da svolgere, determinando il tempo e gli eventuali strumenti di cui avrai bisogno;
  • impara dagli altri a svolgere le attività pratiche che hai individuato, senza seguire pedissequamente il tuo progetto ma confrontandoti con amici e parenti, leggendo, seguendo dei corsi e identificando delle figure a cui ispirati, e magari consultare;
  • agisci quotidianamente, ovvero stabilisci un momento della giornata da dedicare al tuo programma, e identifica delle figure di supporto con cui confrontarti, come la/il tuo partner o un amico/a;
  • misura i progressi attraverso un sistema che preveda degli indicatori di prestazione in grado di dirti come stai andando e a che punto del percorso ti trovi.

Tieni un giornale di bordo

Non lo chiamo più diario perché il tema potrebbe confondere. Come gli esploratori di una volta, avrai la necessità di annotare fatti e riflessioni circa la strada percorsa e quella che hai davanti a te. Un giornale di bordo, ovvero un diario della tua crescita personale, è un ottimo strumento per svolgere questo esercizio. Non è necessario scriverci dentro, puoi anche disegnarci o limitarti a prendere appunti. Vedrai che mettendo le cose nero su bianco tutto diventerà più semplice. Inoltre, prendendo l’abitudine di appuntare regolarmente fatti e riflessioni legate al tuo percorso manterrai la tua attenzione sulla tua esperienza, comprendendo meglio i problemi che incontrerai e trovando più velocemente soluzioni a essi.