Guida all'intelligenza emotiva con i consigli di Daniel Goleman - Centodieci

Guida all’intelligenza emotiva con i consigli di Daniel Goleman

Redazione Centodieci

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La prima edizione di quello che poi sarebbe diventato un bestseller mondiale uscì nel 1995 ma, come tutti i testi rivoluzionari, a distanza di anni continua a far parlare di sé. L’autore è uno psicologo, un professore di Harvard, un consulente di management strategico, ma prima di tutto un osservatore della società. Daniel Goleman ce lo dice già nelle prime pagine di Intelligenza emotiva: l’umanità di oggi è più incline ai problemi emozionali rispetto al passato, più sola, più nervosa, più depressa, più impulsiva. E questo può portare a conseguenze disastrose per la vita del singolo e per le relazioni. Per questo Goleman ci accompagna in un lungo viaggio di quasi 500 pagine alla scoperta delle nostre emozioni, dimostrandoci come il saperle gestire efficacemente può rivelarsi più importante rispetto all’avere un quoziente intellettivo invidiabile.

LA NEUROSCIENZA DELLE EMOZIONI

Goleman vuole farci capire quanto le emozioni condizionino in modo sostanziale la nostra vita, anche quegli aspetti che crediamo essere governati dalla ragione o da fattori esterni: dalle nostre performance, alle nostre decisioni, fino alla nostra salute. E lo fa attraverso una scrittura agile e comprensibile a tutti, che esplora stralci di vita vissuta, studi accademici, evidenze scientifiche. Prima di addentrarsi nella giungla di emozioni e sentimenti che colorano le nostre giornate, Goleman ci dà una panoramica dell’architettura emozionale del cervello, che ci aiuta a leggere le nostre emozioni alla luce delle strutture neurologiche che le attivano. Sapere come si innesca una reazione istintiva alla paura, per esempio, può essere il primo passo per governarla.

Questione di misura: quando i gruppi di lavoro su WhatsApp fanno male

A inizio gennaio 2019, l’Independent rilasciò la notizia circa la messa a disposizione di WhatsApp Business, un’app di messaggistica che presentava alcune funzionalità pensate appositamente per le aziende. Perché se è vero che l’applicazione...
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12 Dicembre 2019 | Crescita

Cos’hanno in comune David Tremlett e la città di Udine?

David Tremlett, artista inglese di fama internazionale, e una piccola città nel Nord Italia, da cosa possono essere accomunati? La risposta si può trovare proprio nelle opere di Tremlett e nella sua filosofia di vita e di lavoro: “storie di confine”....
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11 Dicembre 2019 | Arte e Cultura

Il ricordo di quel giovedì nero degli anni ‘20

Il 24 ottobre scorso i media mondiali, cogliendo l’occasione del novantesimo anniversario del più famoso “giovedì nero” della storia, hanno raccontato al proprio pubblico e soprattutto ai giovani, i fatti di quel giovedì del 1929 che hanno segnato...
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10 Dicembre 2019 | Crescita

Educare gli occhi ad andare oltre

Non ci sono dubbi: ci hanno fregato tutti da piccoli quando a scuola ci hanno insegnato a colorare dentro i margini. è un esercizio che si fa fare ai bambini in un’età in cui si sviluppa l’intelligenza motoria, si sta educando il corpo di un giovane...
Non ci sono dubbi: ci hanno fregato tutti da piccoli quando a scuola ci hanno insegnato a colorare dentro...

09 Dicembre 2019 | Crescita

Il tempo dei nuovi eroi

«Qualsiasi cambiamento, anche il più piccolo, influenza il tutto. Dobbiamo assumerci la responsabilità di ogni pensiero, di ogni emozione, di ogni azione che compiamo». Ne è convinto Oscar di Montigny, che lo scorso 5 dicembre a Matera ha raccontato...
«Qualsiasi cambiamento, anche il più piccolo, influenza il tutto. Dobbiamo assumerci la responsabilità...

06 Dicembre 2019 | Crescita

Fare business con uno stakeholder speciale: il pianeta

I quattro ragazzini delle scuole medie seduti in prima fila al seminario Centodieci è Innovability sono un messaggio di speranza e il segno dei tempi. «Sono uno stimolo, ma anche un monito, perché lasciamo il mondo in mano a loro» ha detto Gianluca...
I quattro ragazzini delle scuole medie seduti in prima fila al seminario Centodieci è Innovability sono...

05 Dicembre 2019 | Crescita

Phoebe Waller-Bridge, da autrice e sceneggiatrice ad attrice

Si chiama Phoebe Waller-Bridge. È un’attrice e sceneggiatrice inglese.A trentaquattro anni, è anche la prima donna nella Storia a vincere nello stesso anno un Emmy Award per la sceneggiatura, uno per il ruolo di protagonista e uno per la miglior serie...
Si chiama Phoebe Waller-Bridge. È un’attrice e sceneggiatrice inglese.A trentaquattro anni, è anche...

04 Dicembre 2019 | Crescita

Cinque sono i percorsi individuati per raggiungere la felicità

Le nostre vite sono sempre più spesso “preconfezionate” dalla società che definisce per noi chi dobbiamo diventare, chi dobbiamo essere, cosa dobbiamo consumare. Siamo figli di una società consumistica, dove il possedere è sinonimo di successo....
Le nostre vite sono sempre più spesso “preconfezionate” dalla società che definisce per noi chi...

03 Dicembre 2019 | Innovability

LE EMOZIONI CI METTONO SEMPRE LO ZAMPINO

L’attività emotiva agisce in modo sorprendente sulle nostre azioni. Ad esempio, se dobbiamo portare a termine un compito creativo, qual è la disposizione emotiva più efficace per eseguirlo? Goleman spiega che è molto meglio essere di buon umore, una condizione che ci permette di pensare in modo più flessibile e che semplifica la risoluzione dei problemi. Meglio ancora, farsi una bella risata, come quella suscitata da un video divertente: in un leggero stato di esaltazione, la risata stimola la creatività e la capacità di pensare “out of the box”. Non solo, l’emotività è un fattore determinante anche per quanto riguarda la qualità della nostra vita e della nostra salute. Tra i tanti esempi, Goleman riporta i risultati di uno studio secondo cui l’essere soggetti all’ostilità e alla collera sia un fattore predittivo di morte prematura più potente di altri noti fattori di rischio come il fumo o il colesterolo.

L’IMPORTANZA DELL’EDUCAZIONE EMOZIONALE

Meglio una caramella oggi o due caramelle domani? La capacità di un bambino di controllare i propri impulsi e di rinviare una gratificazione può dire molto delle sue abilità future nell’autoregolamentazione delle emozioni. Certo, bisogna fare i conti con una predisposizione naturale; ma Goleman ci incoraggia spiegandoci come i circuiti cerebrali interessati siano estremamente plastici e di conseguenza le abilità emotive possono essere allenate, meglio ancora se dalla prima infanzia. Per questo è bene prestare molta attenzione all’educazione emozionale dei bambini e degli adolescenti, a vantaggio delle loro competenze emotive nella vita adulta che a loro volta saranno di supporto alle altre capacità mentali.