Educare gli occhi ad andare oltre - Centodieci

Educare gli occhi ad andare oltre

Oscar Di Montigny

Chief Innovation, Sustainability and Value Strategy Officer di Banca Mediolanum; AD di Mediolanum Comunicazione; ideatore di MCU, Mediolanum Corporate University. È editorialista, blogger, divulgatore e speaker...

Non ci sono dubbi: ci hanno fregato tutti da piccoli quando a scuola ci hanno insegnato a colorare dentro i margini. è un esercizio che si fa fare ai bambini in un’età in cui si sviluppa l’intelligenza motoria, si sta educando il corpo di un giovane uomo o di una giovane donna a iniziare a controllare un gesto che altrimenti sarebbe incontrollato. Poi tu cresci, ma quei confini restano nella tua testa per sempre. Resti schiavo di un’idea: la regola, la norma, il “si-fa-così”. Ma i nostri occhi vanno educati, perché sono stati creati per scorgere al di là di ciò che pensiamo.
Gli occhi vanno educati a scorgere al di là di quel che pensiamo. Se io vi riempio di riferimenti che vi costringono a un dogma, a un credo, quando c’è la novità che passa davanti non riuscite a vederla perché è una verso tanti. Il nostro cervello non riesce a mantenere a livello conscio tutte le informazioni. Accadono cose che magari non sono quelle che sembrano essere, ma noi siamo in genere talmente zeppi di ciò che già pensiamo di sapere che proprio non accogliamo la diversità. Se si tratta di un’opportunità, la perdiamo; se è un rischio, ci schiantiamo.

Con quali occhi guardiamo il mondo?

Per secoli una determinata visione delle cose è stata sufficiente, perché non era facile venire in contatto con altre visioni delle cose. Oggi viviamo il primo momento della storia dell’umanità in cui tutti sono in contatto con tutto in tempo reale. E forse non siamo pronti all’incontro con l’altro. Abbiamo un programma neurologico plurisecolare che ci ha fatto credere di essere il centro del mondo. I margini in cui ci costringevano a colorare. “Ri-vedere”, quindi, significa riflettere se ci si possa “riprogrammare” a qualcosa di un po’ più attuale.
«Non esistono uomini nati sotto buone o cattive stelle, ma solo uomini che sanno o non sanno leggere il cielo stellato”. Dalai Lama

Il contagioso inno alla vita di Giusy Versace

Uno dei più grandi cantautori dei nostri anni, Jim Morrison, recitava queste parole: “Non arrenderti mai, perché quando pensi che sia tutto finito, è il momento in cui tutto ha inizio” parole che fin quando non le si sperimenta sulla propria pelle...
Uno dei più grandi cantautori dei nostri anni, Jim Morrison, recitava queste parole: “Non arrenderti...

25 Febbraio 2020 | Centodieci

La benedetta necessità di reinventarsi ogni volta

Non passeranno molte generazioni prima che il senso comune bolli come assolutamente folle la vita che hanno fatto i nostri padri e i nostri nonni. Vite da posto fisso, dove i più fortunati entravano in ditta ventenni e ne uscivano sessantenni, dopo una...
Non passeranno molte generazioni prima che il senso comune bolli come assolutamente folle la vita che...

24 Febbraio 2020 | Crescita

Ne Il cielo in gabbia di Leunens e il film Jojo Rabbit tutto è possibile

Il cielo in gabbia è il romanzo della neozelandese Christine Leunens da cui è stato tratto Jojo Rabbit, portato sullo schermo da Taika Waititi, che ha vinto il Premio Oscar come Miglior Sceneggiatura non originale. Tra le ombre e le luci dei suoi protagonisti,...
Il cielo in gabbia è il romanzo della neozelandese Christine Leunens da cui è stato tratto Jojo Rabbit,...

21 Febbraio 2020 | Centodieci

#CentodieciTip: Apprezza i piccoli “piaceri proibiti”, ti fanno sentire meglio

Sentirci in colpa per amare ciò che ci fa divertire e ci distrae dalle preoccupazioni quotidiane è assolutamente sbagliato. E poco importa se si tratta dei libri di Inga Lindstrom che finiscono sempre con il matrimonio tra la proprietaria di un maneggio...
Sentirci in colpa per amare ciò che ci fa divertire e ci distrae dalle preoccupazioni quotidiane è...

20 Febbraio 2020 | Centodieci

Il nostro bagaglio ci dice tutto di come siamo

È cambiato tutto con gli aerei. E non ora, già 90 anni fa. Nel 1938, Civil Aeronautics Board stabilì per la prima volta che i bagagli per ciascuna persona fossero di dimensioni e quantità limitate.Da quel momento e con le modifiche continue che hanno...
È cambiato tutto con gli aerei. E non ora, già 90 anni fa. Nel 1938, Civil Aeronautics Board stabilì...

19 Febbraio 2020 | Centodieci

Cosa vuol dire essere genitori e figli secondo Massimo Recalcati

«Questa città è viva perchè c’è qualcuno che la rende costantemente viva, cioè che, dal punto di vista della psicanalisi, è davvero un erede», spiega Massimo Recalcati nell’ambito degli incontri del progetto RiVedere Matera, organizzato da...
«Questa città è viva perchè c’è qualcuno che la rende costantemente viva, cioè che, dal punto...

18 Febbraio 2020 | Crescita

Lavorare meno e lavorare meglio è possibile?

Non è forse vero che vivere da adulti significa lavorare, portare a casa il salario, ritagliarsi appena il tempo per figli e hobby, correre sul tapis-roulant e andare a dormire presto, finché non arriva il sabato per una passeggiata sul lungomare e...
Non è forse vero che vivere da adulti significa lavorare, portare a casa il salario, ritagliarsi appena...

17 Febbraio 2020 | Innovability

Cercami di André Aciman ci fa capire quanto importante sia il primo amore

Elio aveva amato per la prima volta, sperimentando lo strappo tremendo della separazione quando Oliver se ne era andato via. Con Chiamami col tuo nome eravamo arrivati qui, a un amore descritto quasi come fosse una febbre, che li aveva fatti sentire tanto...
Elio aveva amato per la prima volta, sperimentando lo strappo tremendo della separazione quando Oliver...

14 Febbraio 2020 | Crescita

Viviamo in un mondo in cui le grandi sfide che ci attendono riguardano le trasformazioni in atto che ci porteranno in pochissimi anni a vivere in un mondo completamente nuovo rispetto a quello in cui siamo stati abituati a vivere. Il futuro non è più quello di una volta. I grandi driver della trasformazione in atto saranno la demografia, in primo luogo, che ci porterà necessariamente a ri-vedere i nostri margini mentali e andare incontro all’altro. Poi, la tecnologia: l’internet delle cose, l’internet del tutto che permetterà a ogni cosa di essere interconnesso, la stampa 3D, l’intelligenza artificiale, la cosiddetta blockchain, la realtà virtuale. La tecnologia cambierà persino i profili neurologici dell’essere umano. È la prima volta nella storia dell’umanità in cui siamo stati capaci di sintetizzare in un tratto grafico, l’emoticon, un’emozione universalmente riconoscibile da qualsiasi altro simile sulla terra. È una questione neurologica anche questa. Basta pensare ai matrimoni nati sul web, una curva in continua crescita. Si tratta di un cambio epocale. È un nuovo mondo. Stiamo persino ibridando l’uomo con la macchina, e questo pone altre questioni, quelle dell’etica applicata alla robotica.

L’ambiente del futuro

Siamo andati così tanto avanti in questi anni che ora dobbiamo fermarci per consentire alle nostre anime di raggiungerci. La terza grande direttrice lungo la quale si ridisegnerà il Pianeta sarà la sensibilità all’ambiente. Negli ultimi 25 anni abbiamo distrutto il 10 per cento della flora e della fauna del Pianeta. Stiamo consumando risorse che la nostra terra non ha, e quando le avremo finite ce ne accorgeremo fuori tempo. Siamo andati così tanto avanti in questi anni, irretiti dalle progressioni numeriche del 3.0, 4.0, che ci fanno sentire indietro, in ritardo, in una corsa contro il tempo che percepiamo sempre più serrato e che ci affanna. Negli ultimi quarant’anni la globalizzazione ha prodotto una ricchezza che non si è mai vista sul pianeta da quando l’essere umano esiste, ma nel 2016 l’1 per cento della popolazione mondiale possedeva una ricchezza pari quella del restante 99 per cento, 62 persone possedevano una ricchezza pari alla metà più povera. L’umanità è stata capace di dividere l’atomo, ma non siamo stati capaci di dividere il pane.

«Può essere che tu non sia responsabile della situazione in cui ti trovi, ma lo sarai se non farai nulla per cambiarla». Martin Luther King:

Una volta, quando ho avuto la fortuna di incontrare Tara Ghandi, la nipote del Mahatma, mi disse: «Oscar, mio nonno mi diceva sempre: Tara, non è la velocità che fa la differenza se si va nella direzione sbagliata». Velocità, tecnologia, sostenibilità. Ma la domanda è l’orientamento. Il quarto driver sarà l’etica, i valori, comportamenti. Purché sia un’etica universale. L’incontro tra innovazione e sostenibilità. Come sostengono tutte le grandi tradizioni religiose del mondo, prima del big bang tutto era uno. Grazie alla fisica quantistica e allo studio delle particelle, ora sappiamo che i più piccoli elementi atomici, i quanti, si comportano come se fossero ancora parte di questo grande Uno. La fisica ha provato, inoltre, che tutto ciò che era unito non perde mai la connessione con il resto. L’equazione di Dirac ci insegna che «se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile, diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continua a influenzare l’altro anche se distante anni luce».