Educare gli occhi ad andare oltre - Centodieci

Educare gli occhi ad andare oltre

Oscar Di Montigny

Chief Innovation, Sustainability and Value Strategy Officer di Banca Mediolanum; AD di Mediolanum Comunicazione; ideatore di MCU, Mediolanum Corporate University. È editorialista, blogger, divulgatore e speaker...

Non ci sono dubbi: ci hanno fregato tutti da piccoli quando a scuola ci hanno insegnato a colorare dentro i margini. è un esercizio che si fa fare ai bambini in un’età in cui si sviluppa l’intelligenza motoria, si sta educando il corpo di un giovane uomo o di una giovane donna a iniziare a controllare un gesto che altrimenti sarebbe incontrollato. Poi tu cresci, ma quei confini restano nella tua testa per sempre. Resti schiavo di un’idea: la regola, la norma, il “si-fa-così”. Ma i nostri occhi vanno educati, perché sono stati creati per scorgere al di là di ciò che pensiamo.
Gli occhi vanno educati a scorgere al di là di quel che pensiamo. Se io vi riempio di riferimenti che vi costringono a un dogma, a un credo, quando c’è la novità che passa davanti non riuscite a vederla perché è una verso tanti. Il nostro cervello non riesce a mantenere a livello conscio tutte le informazioni. Accadono cose che magari non sono quelle che sembrano essere, ma noi siamo in genere talmente zeppi di ciò che già pensiamo di sapere che proprio non accogliamo la diversità. Se si tratta di un’opportunità, la perdiamo; se è un rischio, ci schiantiamo.

Con quali occhi guardiamo il mondo?

Per secoli una determinata visione delle cose è stata sufficiente, perché non era facile venire in contatto con altre visioni delle cose. Oggi viviamo il primo momento della storia dell’umanità in cui tutti sono in contatto con tutto in tempo reale. E forse non siamo pronti all’incontro con l’altro. Abbiamo un programma neurologico plurisecolare che ci ha fatto credere di essere il centro del mondo. I margini in cui ci costringevano a colorare. “Ri-vedere”, quindi, significa riflettere se ci si possa “riprogrammare” a qualcosa di un po’ più attuale.
«Non esistono uomini nati sotto buone o cattive stelle, ma solo uomini che sanno o non sanno leggere il cielo stellato”. Dalai Lama

Come abbiamo cambiato la nostra idea di distanza sociale per il virus

Mi accorsi della relatività della distanza durante la mia permanenza a Roma. La Capitale è un'enorme giungla, fatta di stradine, vicoli, grossi viali alberati, palazzi umbertini con le facciate eleganti e, più in periferia, di alti palazzoni anni Cinquanta,...
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08 Luglio 2020 | Crescita

London Breed: la sindaca che ha salvato San Francisco dal contagio

La prima volta che abbiamo sentito parlare di London Breed a livello globale è stato nel giugno del 2018 quando è diventa sindaco della città di San Francisco. La prima donna di colore e la seconda donna in generale a ricoprire questa carica. London...
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07 Luglio 2020 | Crescita

Il colibrì di Veronesi celebra gli eroi normali e vince il Premio Strega

“Colibrì” è il soprannome di Marco Carrera, protagonista dell’ultimo romanzo di Sandro Veronesi e vincitore del Premio Strega 2020. È intitolato appunto Il colibrì, come quei piccoli uccellini che riescono a stare quasi sospesi a mezz’aria,...
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03 Luglio 2020 | Arte e Cultura

È ora di fare impresa per il mondo

Non si torna indietro. È ancora così incredibilmente difficile accettare di dover cambiare molti dei nostri comportamenti, per accogliere il futuro e disegnarlo secondo le aspettative dei più giovani e di chi verrà dopo. Spesso sostenibilità è solo...
Non si torna indietro. È ancora così incredibilmente difficile accettare di dover cambiare molti dei...

01 Luglio 2020 | Innovability

Non fermarti mai, il futuro è di chi impara ogni giorno

“L’uomo mi ha creato, ma sarò io a comandare”. Sono le prime parole del mostro appena creato dal dottor Frankenstein, nel capolavoro di Mary Shelley del 1818. Un presagio di un’evoluzione piuttosto terrificante. Fin dalla prima rivoluzione industriale,...
“L’uomo mi ha creato, ma sarò io a comandare”. Sono le prime parole del mostro appena creato dal...

30 Giugno 2020 | Innovability

Sei sicuro che il lavoro che fai ti renda felice?

Soddisfazione, clima, motivazione. Ma anche benessere, coinvolgimento, fiducia. E poi salute, relazioni, emozioni, conciliazione, cura, serenità, dignità, dialogo, ascolto. È solo un piccolo esempio dei termini, anzi, dei concetti, anzi, delle dimensioni...
Soddisfazione, clima, motivazione. Ma anche benessere, coinvolgimento, fiducia. E poi salute, relazioni,...

29 Giugno 2020 | Crescita

Almarina di Valeria Parrella: l’importanza di una seconda possibilità

In copertina, una donna galleggia sull’oceano. Ha le braccia spalancate, come se fosse pronta ad accogliere e ricevere tutto l’amore del mondo. Eppure, quella sensazione di infinita libertà che la copertina di Almarina di Valeria Parrella evoca sin...
In copertina, una donna galleggia sull’oceano. Ha le braccia spalancate, come se fosse pronta ad accogliere...

26 Giugno 2020 | Arte e Cultura

Il cinema asiatico e lo scambio culturale: scoprire un Paese grazie ai film

La crisi economica conseguente al Coronavirus ha colpito sensibilmente il mondo dello spettacolo e, fra le sue attività, non è scampata nemmeno la grande industria cinematografica. Ne hanno risentito non solo gli addetti ai lavori, bensì pure i cinefili,...
La crisi economica conseguente al Coronavirus ha colpito sensibilmente il mondo dello spettacolo e, fra...

24 Giugno 2020 | Arte e Cultura

Viviamo in un mondo in cui le grandi sfide che ci attendono riguardano le trasformazioni in atto che ci porteranno in pochissimi anni a vivere in un mondo completamente nuovo rispetto a quello in cui siamo stati abituati a vivere. Il futuro non è più quello di una volta. I grandi driver della trasformazione in atto saranno la demografia, in primo luogo, che ci porterà necessariamente a ri-vedere i nostri margini mentali e andare incontro all’altro. Poi, la tecnologia: l’internet delle cose, l’internet del tutto che permetterà a ogni cosa di essere interconnesso, la stampa 3D, l’intelligenza artificiale, la cosiddetta blockchain, la realtà virtuale. La tecnologia cambierà persino i profili neurologici dell’essere umano. È la prima volta nella storia dell’umanità in cui siamo stati capaci di sintetizzare in un tratto grafico, l’emoticon, un’emozione universalmente riconoscibile da qualsiasi altro simile sulla terra. È una questione neurologica anche questa. Basta pensare ai matrimoni nati sul web, una curva in continua crescita. Si tratta di un cambio epocale. È un nuovo mondo. Stiamo persino ibridando l’uomo con la macchina, e questo pone altre questioni, quelle dell’etica applicata alla robotica.

L’ambiente del futuro

Siamo andati così tanto avanti in questi anni che ora dobbiamo fermarci per consentire alle nostre anime di raggiungerci. La terza grande direttrice lungo la quale si ridisegnerà il Pianeta sarà la sensibilità all’ambiente. Negli ultimi 25 anni abbiamo distrutto il 10 per cento della flora e della fauna del Pianeta. Stiamo consumando risorse che la nostra terra non ha, e quando le avremo finite ce ne accorgeremo fuori tempo. Siamo andati così tanto avanti in questi anni, irretiti dalle progressioni numeriche del 3.0, 4.0, che ci fanno sentire indietro, in ritardo, in una corsa contro il tempo che percepiamo sempre più serrato e che ci affanna. Negli ultimi quarant’anni la globalizzazione ha prodotto una ricchezza che non si è mai vista sul pianeta da quando l’essere umano esiste, ma nel 2016 l’1 per cento della popolazione mondiale possedeva una ricchezza pari quella del restante 99 per cento, 62 persone possedevano una ricchezza pari alla metà più povera. L’umanità è stata capace di dividere l’atomo, ma non siamo stati capaci di dividere il pane.

«Può essere che tu non sia responsabile della situazione in cui ti trovi, ma lo sarai se non farai nulla per cambiarla». Martin Luther King:

Una volta, quando ho avuto la fortuna di incontrare Tara Ghandi, la nipote del Mahatma, mi disse: «Oscar, mio nonno mi diceva sempre: Tara, non è la velocità che fa la differenza se si va nella direzione sbagliata». Velocità, tecnologia, sostenibilità. Ma la domanda è l’orientamento. Il quarto driver sarà l’etica, i valori, comportamenti. Purché sia un’etica universale. L’incontro tra innovazione e sostenibilità. Come sostengono tutte le grandi tradizioni religiose del mondo, prima del big bang tutto era uno. Grazie alla fisica quantistica e allo studio delle particelle, ora sappiamo che i più piccoli elementi atomici, i quanti, si comportano come se fossero ancora parte di questo grande Uno. La fisica ha provato, inoltre, che tutto ciò che era unito non perde mai la connessione con il resto. L’equazione di Dirac ci insegna che «se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile, diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continua a influenzare l’altro anche se distante anni luce».