Aumentati e connessi, ma comunque uomini - Centodieci

Aumentati e connessi, ma comunque uomini

Claudio Gagliardini

Cinquantenne, romano trapiantato a Cremona. Esperto, formatore e autore di testi su comunicazione, marketing, social media, tecnologia e cultura digitale. Progetta e cura strategie di marketing online per aziende,...

La Rivoluzione Digitale è nel pieno del suo sviluppo e la Rete mobile di quinta generazione 5G è ormai prossima al debutto. Con essa assisteremo a un cambiamento ancora più impattante e pervasivo.
L’era degli smartphone sta per lasciare il passo a quella di Internet of Everything, che ancor più ci renderà uomini aumentati. Avremo tra le nostre mani e intorno a noi oggetti intelligenti e connessi e le nostre città saranno sempre più smart, ma c’è un confine che ancora stentiamo a varcare, fortunatamente.
La frontiera è quella della nostra umanità, assediata da un progresso rapido e incalzante; difficile da superare ma non del tutto impenetrabile, circostanza che richiede consapevolezza, responsabilità, prudenza e visione, perché essere uomini aumentati dalla tecnologia è una grande opportunità che dobbiamo giocarci in modo intelligente, sfruttando la nostra elasticità e la capacità di adattamento che ci ha sempre contraddistinto e che ci differenzia dalle macchine.

Essere umani: opportunità o limite?

A partire dagli Anni ‘50 del secolo scorso la rivoluzione digitale ha dato il via a un gran numero di progressi e alla trasformazione che oggi è in pieno svolgimento e che si sta manifestando in modo pervasivo con Internet of Things. Come il XXI secolo ci ha ormai abituato, l’assuefazione delle persone a questi enormi cambiamenti è rapida e quasi distratta, tanto da far parlare di una rivoluzione invisibile. Nel giro di pochi anni o addirittura mesi, queste tecnologie ci permettono di fare cose fino ad oggi inimmaginabili, ma questo sembra non meravigliarci più di tanto.
Nell’arco di un centinaio di anni siamo scesi da cavallo e saliti sui treni, sulle auto e sugli aerei senza fare una piega

Come abbiamo cambiato la nostra idea di distanza sociale per il virus

Mi accorsi della relatività della distanza durante la mia permanenza a Roma. La Capitale è un'enorme giungla, fatta di stradine, vicoli, grossi viali alberati, palazzi umbertini con le facciate eleganti e, più in periferia, di alti palazzoni anni Cinquanta,...
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08 Luglio 2020 | Crescita

London Breed: la sindaca che ha salvato San Francisco dal contagio

La prima volta che abbiamo sentito parlare di London Breed a livello globale è stato nel giugno del 2018 quando è diventa sindaco della città di San Francisco. La prima donna di colore e la seconda donna in generale a ricoprire questa carica. London...
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07 Luglio 2020 | Crescita

Il colibrì di Veronesi celebra gli eroi normali e vince il Premio Strega

“Colibrì” è il soprannome di Marco Carrera, protagonista dell’ultimo romanzo di Sandro Veronesi e vincitore del Premio Strega 2020. È intitolato appunto Il colibrì, come quei piccoli uccellini che riescono a stare quasi sospesi a mezz’aria,...
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03 Luglio 2020 | Arte e Cultura

È ora di fare impresa per il mondo

Non si torna indietro. È ancora così incredibilmente difficile accettare di dover cambiare molti dei nostri comportamenti, per accogliere il futuro e disegnarlo secondo le aspettative dei più giovani e di chi verrà dopo. Spesso sostenibilità è solo...
Non si torna indietro. È ancora così incredibilmente difficile accettare di dover cambiare molti dei...

01 Luglio 2020 | Innovability

Non fermarti mai, il futuro è di chi impara ogni giorno

“L’uomo mi ha creato, ma sarò io a comandare”. Sono le prime parole del mostro appena creato dal dottor Frankenstein, nel capolavoro di Mary Shelley del 1818. Un presagio di un’evoluzione piuttosto terrificante. Fin dalla prima rivoluzione industriale,...
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30 Giugno 2020 | Innovability

Sei sicuro che il lavoro che fai ti renda felice?

Soddisfazione, clima, motivazione. Ma anche benessere, coinvolgimento, fiducia. E poi salute, relazioni, emozioni, conciliazione, cura, serenità, dignità, dialogo, ascolto. È solo un piccolo esempio dei termini, anzi, dei concetti, anzi, delle dimensioni...
Soddisfazione, clima, motivazione. Ma anche benessere, coinvolgimento, fiducia. E poi salute, relazioni,...

29 Giugno 2020 | Crescita

Almarina di Valeria Parrella: l’importanza di una seconda possibilità

In copertina, una donna galleggia sull’oceano. Ha le braccia spalancate, come se fosse pronta ad accogliere e ricevere tutto l’amore del mondo. Eppure, quella sensazione di infinita libertà che la copertina di Almarina di Valeria Parrella evoca sin...
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26 Giugno 2020 | Arte e Cultura

Il cinema asiatico e lo scambio culturale: scoprire un Paese grazie ai film

La crisi economica conseguente al Coronavirus ha colpito sensibilmente il mondo dello spettacolo e, fra le sue attività, non è scampata nemmeno la grande industria cinematografica. Ne hanno risentito non solo gli addetti ai lavori, bensì pure i cinefili,...
La crisi economica conseguente al Coronavirus ha colpito sensibilmente il mondo dello spettacolo e, fra...

24 Giugno 2020 | Arte e Cultura

Oggi, a poco più di un secolo dai primi voli di linea, siamo pronti per il turismo spaziale e per la colonizzazione del sistema solare, mentre qui sulla Terra parliamo di produrre cibo in laboratorio, di curare ogni genere di malattia, di impiantare protesi più funzionali e durevoli degli organi originali, di ridare la vista ai ciechi e di molto altro ancora.
Per alcuni – ad esempio i movimenti transumanisti – superare con la tecnologia i vecchi limiti non solo sarà presto possibile, ma dovrà essere un diritto garantito a tutti. Ma fino a che limite? Siamo davvero arrivati a determinare che la fragilità del nostro corpo mortale sia un limite del tutto inaccettabile?
La nostra fisicità e il suo normale andamento, che prevede limiti, malattie, invecchiamento, sembra per alcuni rappresentare un limite da superare con ogni mezzo. Fino al punto di ibridarci con la tecnologia, sostituendo pezzo dopo pezzo i nostri organi e le nostre membra fino quasi a garantirci l’immortalità. Difficile pensare che questo possa diventare l’obiettivo comune di tutti gli esseri umani, ma la strada che porta a questo paradosso è costellata di tappe che la maggior parte di noi vorrebbe veder compiute.

Il valore incommensurabile dell’umanità

A che punto siamo, in questo percorso che sembra condurci ad un decisivo bivio evolutivo? Oggi siamo a tutti gli effetti esseri umani aumentati dalla tecnologia. Se fossimo costretti a tornare indietro anche soltanto di 20 anni, molti di noi cadrebbero in depressione e si sentirebbero mutilati.
Gli oggetti intelligenti e connessi che oggi teniamo tra le mani ci hanno dato capacità e poteri inimmaginabili, che oggi diamo del tutto per scontato. Ciò che fortunatamente non è cambiato, nell’arco di queste poche decine di anni di progresso rapidissimo, è la nostra umanità. Siamo ancora fragili, fallaci, mortali, pronti ad essere sopraffatti dalle emozioni e per lo più capaci di un tratto distintivo che le macchine non ci porteranno via: l’empatia. Essa ci permette di immedesimarci negli altri, di condividere le loro gioie e i loro dolori, che in gran parte derivano proprio dalla nostra natura. Perdere queste prerogative significherebbe condannarci ad un’esistenza piatta e senza nessuna sorpresa. Ecco perché sarà sempre più centrale l’apporto di uomini capaci di visone e in grado di guidare questo progresso entro limiti certi e invalicabili. Questi uomini sapranno dare senso ai dati raccolti ed elaborati dalle macchine e sapranno gestire l’enorme potenziale tecnologico verso un’evoluzione compatibile con la nostra umanità.