L’intelligenza artificiale e i comportamenti umani - Centodieci

L’intelligenza artificiale e i comportamenti umani

Roberto Panzarani

Presidente dello Studio Panzarani & Associates, docente di Innovation Management marzo 2020 e  di Governo dell'innovazione tecnologia presso la facoltà di Economia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore...

Qualche anno fa, un articolo di La Repubblica raccontava di una nave lunga come un viale che per un mese ha viaggiato dall’Asia all’Europa, senza il timone di legno e ottone ma un joystick piccolissimo e soprattutto con un equipaggio ristretto al minimo, di circa una ventina di persone. Per fare un’allusione cinematografica, da Moby Dick a Minority Report.

Quanto il web e la sempre più avanzata intelligenza artificiale incidano sulle nostre scelte, sui nostri comportamenti, arrivando persino a prevederli e a distinguere le nostre emozioni non è più utopia, ma una realtà sempre più concreta e, a tratti, invasiva, sia negli ambiti personali che professionali, come quando vengono chiamati in causa per decidere quali persone assumere.

«Un nuovo ordine economico che sfrutta l’esperienza umana come materia prima per pratiche commerciali segrete di estrazione, previsione e vendita (…); una mutazione pirata del capitalismo caratterizzata da concentrazioni di ricchezza, conoscenza e potere senza precedenti nella storia dell’umanità» cita Shoshana Zuboff, della Harvard Business School, nel suo saggio Il capitalismo della sorveglianza, approfondendo il concetto di capitalismo della sorveglianza che si muove in maniera invisibile ma invade e condiziona l’esistenza di tutti. Si chiamano “data exhaust” e sono tutte quelle informazioni lasciate dagli online che vengono usate per realizzare delle predizioni sul nostro comportamento.

Quando Amazon ha aperto le prime librerie fisiche a New York non ha posizionato i libri sugli scaffali in base a recensioni o premi, ma solo ed esclusivamente facendo riferimento alla media dei voti ricevuti sul suo sito internet e dalla recensione online di un lettore qualsiasi. Questa invasione tecnologica si è naturalmente allargata in tutti i campi e l’intelligenza artificiale, in particolare in ambito professionale, sarà utile non solo per generare nuove professioni e aggiornare i vecchi lavoratori, ma potrà mettere a disposizione delle risorse umane nuovi strumenti di analisi per individuare i dipendenti con più competenze, quelli da potenziare e i percorsi per far crescere nel complesso il proprio personale.

Se lo dice l’algoritmo dobbiamo crederci, ma fino a che punto dare fiducia cieca ad una correlazione statistica, non solo in termini di efficienza ma di decisionalità, delegando quelle capacità di analisi che appartengono al genere umano?

Vengono valutate le performance, su chi e quanto investire, quante persone si ammaleranno e di cosa, quali libri leggere, quali film vedere e quale musica ascoltare, oggigiorno tutto ciò che viene condiviso è anche ciò a cui si dà importanza e valore, anche a discapito di quel giudizio di qualità che prima apparteneva alle singole persone o in senso più ampio, a critici, letterati, studiosi.
Il controllo esclusivo dei Big Data da parte di alcune grandi organizzazioni tecnologiche controlla gran parte dei benefici economici determinando nuove forme organizzative e nuove condizioni di lavoro: siamo sempre più immersi in una società in cui sono e saranno sempre più gli algoritmi ad assumere nelle aziende. Siti appositi come LinkedIn, app per ordinare o scanner per essere identificati sono solo ciò che il mondo dell’AI mostra, ma le organizzazioni hanno rivoluzionato le loro metodologie di lavoro per migliorare continuamente i processi.
Farne a meno no, ma aumentare la propria consapevolezza su questa ulteriore rivoluzione informatica è un dovere per non essere equiparati a degli schiavi della tecnologia e recuperare quelle valutazioni e quelle riflessioni che sono proprie del genere umano. Una soluzione unilaterale non c’è, la tecnologia non poteva evolversi se non in questo modo, ma il compito di usarla nella direzione migliore è ancora nelle nostre mani.

Il contagioso inno alla vita di Giusy Versace

Uno dei più grandi cantautori dei nostri anni, Jim Morrison, recitava queste parole: “Non arrenderti mai, perché quando pensi che sia tutto finito, è il momento in cui tutto ha inizio” parole che fin quando non le si sperimenta sulla propria pelle...
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25 Febbraio 2020 | Centodieci

La benedetta necessità di reinventarsi ogni volta

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24 Febbraio 2020 | Crescita

Ne Il cielo in gabbia di Leunens e il film Jojo Rabbit tutto è possibile

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21 Febbraio 2020 | Centodieci

#CentodieciTip: Apprezza i piccoli “piaceri proibiti”, ti fanno sentire meglio

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20 Febbraio 2020 | Centodieci

Il nostro bagaglio ci dice tutto di come siamo

È cambiato tutto con gli aerei. E non ora, già 90 anni fa. Nel 1938, Civil Aeronautics Board stabilì per la prima volta che i bagagli per ciascuna persona fossero di dimensioni e quantità limitate.Da quel momento e con le modifiche continue che hanno...
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19 Febbraio 2020 | Centodieci

Cosa vuol dire essere genitori e figli secondo Massimo Recalcati

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18 Febbraio 2020 | Crescita

Lavorare meno e lavorare meglio è possibile?

Non è forse vero che vivere da adulti significa lavorare, portare a casa il salario, ritagliarsi appena il tempo per figli e hobby, correre sul tapis-roulant e andare a dormire presto, finché non arriva il sabato per una passeggiata sul lungomare e...
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17 Febbraio 2020 | Innovability

Cercami di André Aciman ci fa capire quanto importante sia il primo amore

Elio aveva amato per la prima volta, sperimentando lo strappo tremendo della separazione quando Oliver se ne era andato via. Con Chiamami col tuo nome eravamo arrivati qui, a un amore descritto quasi come fosse una febbre, che li aveva fatti sentire tanto...
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14 Febbraio 2020 | Crescita

#CentodieciTip: Non fasciarti la testa prima del tempo, prova a pensare positivo

Cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno, non fasciarti la testa prima di essertela rotta. Il folclore dialettale ci ha da tempo fornito le formule perfette per comprendere i rischi che corre chi, tendendo a un atteggiamento negativo e apprensivo, si...
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13 Febbraio 2020 | Crescita

Il negazionismo non è un'opinione, è un reato

“Il negazionismo continua a infangare la memoria di questa tragedia, dobbiamo fare di più affinché le teorie negazioniste non trovino nuovo consenso. È responsabilità di tutti noi non sottovalutare questi dati". Lo ha affermato il vice ministro...
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12 Febbraio 2020 | Arte e Cultura