Per il lavoro del futuro quello che serve è la creatività

Per il lavoro del futuro quello che serve è la creatività

Paolo Gallo

Ha lavorato con Citigroup a Milano, Londra e New York, e con la International Finance Corporation a Washington DC. È stato Direttore Risorse umane alla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo a Londra,...

Nel 1792, i musicisti dell’orchestra sinfonica di Franz Joseph Haydn (1732 – 1809) erano molto stanchi e arrabbiati perché era da troppo tempo che non andavano in vacanza: il loro Duca, un ricco proprietario terriero, non ne voleva proprio sapere di lasciarli riposare un po’. Perbacco, pensò il Duca, i musicisti avevano vitto, alloggio e uno stipendio mensile e quindi dovevano continuare a suonare! I musicisti erano invece su tutte le furie e chiesero ad Haydn di trovare una soluzione. Il compositore decise di scrivere non una sinfonia ma “Farewell Symphony”: la sinfonia d’addio. La sinfonia inizia con tutti i 20 orchestrali e il direttore d’orchestra, Haydn. Ma appena un musicista finisce di suonare la propria parte, spegne una candela appositamente messa al suo fianco, si alza e se ne va. Quando sono rimasti solo i 5 violinisti sul palco, anche Haydn se na va e la sinfonia continua fino a quando l’ultimo musicista finisce e spegne l’ultima candela lasciando il palco completamente al buio. A quel punto il Duca capì il messaggio e concesse una lunga vacanza a tutti, compreso Hayden che aveva trovato un modo molto creativo di comunicare con il suo “capo”.

Creatività: Come mai la creatività è diventata una skill fondamentale per i lavori del futuro? Cos’è la creatività? Cosa ci impedisce di essere creativi? Come facciamo a svilupparla? In questo articolo vi offro alcuni spunti per riflettere, con… creatività.

Come mai la creatività è diventata fondamentale per i lavori del futuro? Per due motivi: il primo è che Artificial Intelligence e big data vincono la battaglia e la sfida della velocità e della precisione in task e attività di tipo ripetitivo e automatizzabile. Noi essere umani abbiamo però la capacità di essere creativi nel fare collegamenti tra concetti e temi diversi, nel connect the dots. Si pensi ad esempio a Pablo Picasso, che dopo aver osservato una vecchia bicicletta, usando il manubrio e la sella riesce a creare una testa di toro. Il secondo è che i problemi che dobbiamo affrontare erano prevalentemente complicati e sono diventati anche complessi. I problemi complicati per essere risolti richiedono competenze tecniche, mentre i problemi complessi richiedono soprattutto cooperazione tra le persone e creatività.

Cos’è la creatività? Ci sono centinaia di definizioni: uso la definizione creata da Marcus du Sautoy nel bellissimo libro “The Creativity Code”.

Romantic Italia, istruzioni per innamorarsi della canzone d’amore italiana

Nel suo primo libro, Giulia Cavaliere, critica musicale, costruisce una playlist di carta (ma esiste anche la versione podcast, pubblicata da Storielibere.fm e disponibile su Spotify) con le più belle, significative e originali canzoni d’amore italiane....
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24 Gennaio 2020 | Arte e Cultura

#CentodieciTip: Rimani da solo per aiutare le tue relazioni

Sembra un paradosso, ma decidere di trascorrere del tempo da soli può giovare alle proprie relazioni sociali, migliorare la propria creatività e fiducia e aiutare a regolare le proprie emozioni in modo da poter affrontare meglio le situazioni avverse,...
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23 Gennaio 2020 | Crescita

Ri-costruisciti un futuro altrimenti già deciso: guardati dentro

Dal 1967 a oggi, nei primi giorni di gennaio, la più conosciuta città del Nevada ospita il Consumer Electronics Show, da tempo conosciuto come il CES di Las Vegas. Si tratta della più grande fiera al mondo dell’elettronica di consumo dove vengono...
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22 Gennaio 2020 | Crescita

Imparare dalla natura per costruire il futuro. A Matera con Mario Cucinella

Per Mario Cucinella Matera è una straordinaria fonte di ispirazione. «In questa data un po’ mitica del 2020, uno degli obiettivi che ci eravamo posti era raggiungere goal importanti sul tema ecologico» esordisce. «Volevamo de-carbonizzare, vivere...
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21 Gennaio 2020 | Arte e Cultura

Il Blue Monday è il giorno più triste dell’anno, ecco come esorcizzarlo

Il clima, di solito brutto, l’effetto delle vacanze, ormai passato, e la sensazione che i nostri piani e propositi per il 2020 non si stiano realizzando. Questi elementi hanno portato, nel 2005, un certo Cliff Arnal a scrivere un comunicato stampa (per...
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20 Gennaio 2020 | Centodieci

Cosa possiamo imparare rileggendo Piccole Donne

Lo diceva anche Italo Calvino, che un classico è un libro che non ha mai finito di insegnare qualcosa. Per questo oggi, in tempo per l’uscita del nuovo adattamento cinematografico di Greta Gerwig (arrivato in Italia il 9 gennaio 2020), rileggere Piccole...
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17 Gennaio 2020 | Arte e Cultura

Smetti di colpevolizzarti: perché l’errore è utile

Una volta credevo che il contrario di una verità fosse l'erroree il contrario di un errore fosse la verità.Oggi una verità può avere per contrario un'altra veritàaltrettanto valida e l'errore un altro errore.- Ennio FlaianoDue fogli A4 staccati dal...
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16 Gennaio 2020 | Crescita

Per il lavoro del futuro quello che serve è la creatività

Nel 1792, i musicisti dell’orchestra sinfonica di Franz Joseph Haydn (1732 – 1809) erano molto stanchi e arrabbiati perché era da troppo tempo che non andavano in vacanza: il loro Duca, un ricco proprietario terriero, non ne voleva proprio sapere...
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15 Gennaio 2020 | Crescita

La sostenibilità passa per la rivoluzione della materia

Parto da un presupposto: le cose, tutte le cose, hanno un contenuto e una forma. Questo vale sia per le cose intangibili, sia per le cose tangibili, dalle opere d’arte agli oggetti di uso quotidiano. Io, qui, mi voglio occupare di oggetti fisici, gli...
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14 Gennaio 2020 | Innovability

Vuoi avere successo? Inizia a fare journaling, tieni un'agenda!

Vuoi che il 2020 sia l’anno in cui realizzerai tutti i tuoi obiettivi (personali e professionali)? Allora inizia a fare journaling!Tenere un journal, cioè un diario, ha molteplici vantaggi: tra i tanti, facilita la conoscenza di sé, ci aiuta a memorizzare,...
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13 Gennaio 2020 | Crescita

Il primo tipo di creatività viene definita da Du Sautoy, professore di Matematica all’Università di Oxford, Exploratory – Esplorativa. In questo tipo di creatività si cerca di esplorare territori ancora sconosciuti ma rispettando le regole di quella disciplina. Si pensi ad esempio al movimento artistico degli Impressionisti. Inizialmente derisi dalla critica, avevano come obiettivo non la riproduzione fedele della realtà, ma l’interpretazione del mondo circostante. Se avete ammirato i meravigliosi quadri di Claude Monet oppure i paesaggi di Van Gogh avere osservato esempi di creatività Exploratory. Il secondo tipo di creatività viene definito Combination, vale a dire mettere insieme idee, concetti e discipline diverse. Zaha Hadid ha “mischiato” la sua straordinaria conoscenza architettonica con l’amore per le forme rotonde e sinuose delle opere del suo pittore preferito, Kasimir Malevich. Il compianto Maestro-Chef Gualtiero Marchesi inventò il Risotto alla milanese con la foglia d’oro ispirato dall’opera di un pittore giapponese. Cross-fertilization quindi, discipline diverse che si rubano idee tra di loro.
Il terzo ed ultimo tipo di creatività viene definita Transformational, vale a dire una creatività che trasforma – per sempre – una determinata scienza, disciplina, materia. Una specie di spartiacque tra quello che esisteva prima che – di colpo – viene abbandonato a causa di una creatività trasformativa, ad esempio l’invenzione della macchina da stampa di Johannes Gutenberg (circa 1440) o di Internet.

Cosa di ci impedisce di essere creativi? In due parole: noi stessi. Se riflettiamo bene siamo noi l’ostacolo alla nostra creatività. Come mai? La nostra paura di sbagliare e il modo in cui ragioniamo “per compartimenti’. Mi spiego. Thomas Edison disse «Risultati? Ho ottenuto risultati fantastici nello scoprire migliaia di cose che non funzionano prima di inventare la lampadina elettrica». Il bel libro di Francesca Corrado “Il Fallimento è rivoluzione” aiuta a comprendere come alla base di ogni processo di apprendimento ci sia il fallimento seguito dalla riflessione e dal learning. Il secondo motivo per cui non sempre riusciamo ad essere creativi è legato ai nostri blocchi mentali, ad adoperare problem solving in base a strumenti limitati ad un determinato contesto.

La creatività quindi non è un dono riservato a pochi eletti, ma una capacità che possiamo sviluppare. Francamente non credo esista attività più divertente, al punto che Roger Von Oech la definisce mental-sex. Divertiamoci quindi.