Ognuno di noi ha avuto un’idea. Dico sempre scherzando che sotto la doccia abbiamo idee meravigliose, poi che accade una volta fuori dal bagno? Ognuno di noi ha abbandonato delle idee, anche se per un momento ci hanno dato speranza, ognuno di noi ha abbandonato un po’ se stesso nel tempo, più idee si lasciano indietro più lasciamo indietro noi stessi.

Siete d’accordo?

In queste poche righe vorrei sollecitare un breve percorso e per rispolverare le idee, intraprendere un viaggio all’origine e riscoprire la parte migliore di noi, quella che ha avuto delle buone idee buone e montare un filo, tenderlo alla giusta tensione ed iniziare con un po’ di allenamento ad attraversare lo spazio che ci separa da un punto A ad punto B.

Immaginiamo un cavo d’acciaio, un grosso filo che passa sopra la valle della morte delle idee, ed immaginiamoci camminare sopra come funamboli.

Non è un’immagine bellissima, romantica, eroica, folle?

Un funambolo che attraversa uno spazio vuoto. Questa è la metafora perfetta della vita

Questa immagine straordinaria di un funambolo che attraversa lo spazio vuoto che lo separa da A a B, l’idea e la sua meta, la realizzazione finale, è la perfetta metafora della vita, la perfetta sintesi dell’esistenza, perciò realizzare un’idea può essere perfettamente connesso a realizzare se stessi nella propria vita. La chiave di tutto sta nella bellezza di conoscersi ricercando quell’equilibrio che ci permette di avanzare verso la nostra meta senza cadere, senza indietreggiare, ma lentamente passo dopo passo arrivare alla meta.

Un punto fondamentale per non perdersi è la maniera in cui ci raccontiamo a noi stessi noi stessi, la nostra vita, la nostra storia, le nostre esperienze, i nostri talenti, le nostre insicurezze. Possiamo iniziare e farlo ora, provando qualche semplice azione:

  1. Sedetevi comodi e con gli occhi chiusi ritrovate un’idea che avete temporaneamente abbandonato. Mettetela a fuoco.
  2. Ricostruite il percorso che avete fatto per generarla.
  3. Visualizzatela nella vostra mente per trovare le azioni prioritarie e centrali da mettere in atto.
  4. Prendetevi ogni giorno un tempo e uno spazio per definire al meglio l’idea e verificarne la fattibilità.
  5. L’idea deve essere misurabile, quantificabile e raggiungibile ma non troppo semplice.
  6. Cercate delle persone che ritenete essere fondamentali nella realizzazione e chiamatele, impegnatevi con loro che saranno i vostri testimoni e chiedete loro di partecipare se necessario.
  7. Immaginatevi di averla realizzata portando attenzione ai passaggi che avete fatto e non dimenticate di celebrare per averla raggiunta.
  8. Mettetevi al lavoro e buttate giù tutto quello che vi è venuto in mente per lavorarci, aggiungendo e modificando le azioni.
  9. Non perdetevi d’animo, non appena vi sentirete lontani dalla vostra idea rifate il percorso, riprovate fino a che non siete soddisfatti.
  10. Ricordate sempre che di meno è di più.

Da molti anni opero in questa valle: i film, i documentari, la fotografia, la poesia, la narrazione, gli eventi sono concetti immateriali, idee che abbiamo nella testa fino al momento in cui non sono proiettati, stampati, realizzati, per questo sono un tormento e un’estasi. Esiste sempre tra noi e quello che chiamiamo realizzazione di un’idea una sorta di legame profondo, ne siamo il padre o la madre, sono il frutto della nostra esperienza e delle nostre più alte aspirazioni, sta alla nostra  capacità di immaginare e prefigurare quel che desideriamo la possibilità di ottenere un successo, io sono certo che le idee, i desideri possono davvero essere realizzati se ci si impegna a fondo e con costanza.

Quindi realizzare idee significa realizzare la propria vita.

Pensateci.