Qual è la prima cosa da fare quando si inizia a cercare un nuovo lavoro? Risposta più probabile: aggiornare curriculum vitae e il profilo LinkedIn e poi passare in rassegna le pagine dei quotidiani e i siti di annunci.
Tutto corretto, però questi sono strumenti che dovrebbero fare da supporto a una strategia preventivamente pianificata, e che invece molto spesso viene trascurata.
Quando si cerca lavoro, prima di tutto bisognerebbe partire da un’analisi approfondita delle proprie motivazioni e dei propri obiettivi, per non andare a braccio ma avere una guida precisa che ci conduca verso la giusta direzione.

Alcuni talenti sono innati, altri vanno coltivati e consolidati applicando precise strategie

Come fare? Con qualche domanda, per così dire, di riscaldamento. Prima di tutto chiediamoci quali sono le attività che fanno parte del nostro lavoro e che ci piace fare. Poi passiamo in rassegna le cose che invece detestiamo. In questo modo avremo un elenco chiaro di come vogliamo che sia la futura occupazione, evitando di perdere tempo (e farlo perdere a selezionatori e aziende) inviando curricula anche per posizioni che in realtà non fanno per noi, o a società che hanno uno stile lontanissimo dal nostro.

Un’altra importantissima riflessione da fare riguarda i talenti. Cosa amavamo fare da bambini e cosa ci piace fare oggi. Vediamo qualche connessione? E poi, tra le cose che ci piace fare c’è anche qualcosa che ci riesce particolarmente bene? Come possiamo sfruttarla a nostro favore nel curriculum o nel profilo LinkedIn? E poi proviamo a immaginare la cosa più folle e assurda che sogniamo di fare nella vita. Queste domande ci fanno connettere con i nostri talenti, e cioè con tutte quelle cose che faremmo quotidianamente, anche gratis. Una consapevolezza che non solo ci aiuterà nella ricerca del lavoro dei sogni, ma che ci permetterà di mostrarci sotto una luce nuova, più completa e complessa, agli occhi dei selezionatori.

Alcuni talenti sono innati, altri vanno coltivati e consolidati. Per farlo possiamo adottare alcune strategie, ispirate al libro Steal like an artist di Austin Kleon: un volume godibilissimo da cui trarre suggerimenti efficaci anche se non siamo artisti in senso stretto. Quindi:

  1. Osserviamo le persone che hanno caratteristiche che ammiriamo, e chiediamoci perché loro riescono a fare ciò che vorremmo fare noi
  2. Imitiamo, “rubiamo” da chi fa meglio di noi
  3. C’è una cattiva abitudine che non riusciamo proprio a eliminare? Impariamone una “buona”. Il cervello infatti fa più fatica a spezzare una cattiva abitudine consolidata, mentre può facilmente impararne una nuova, positiva
  4. Per imparare meglio qualcosa, proviamo a insegnarla: prepararsi per trasmettere una conoscenza a qualcun altro non farà che aumentare la nostra competenza sull’argomento
  5. Per acquisire una nuova abilità datevi almeno otto settimane: è un tempo ragionevole per imparare qualcosa di nuovo e iniziare a padroneggiarlo
  6. Introduciamo piccoli cambiamenti e novità nella nostra routine: aiuta a progredire nell’apprendimento
  7. Lavoriamo come un giardiniere: seminare, nutrire, fare crescere

Infine, nel nostro cammino verso un nuovo lavoro, proviamo a capire se stiamo mettendo in atto qualche sabotaggio. Spesso infatti abbiamo la tendenza ad autolimitarci: ci chiediamo come mai va tutto per il verso sbagliato, senza renderci conto che siamo noi la prima causa della nostra “sfortuna”.

Ecco un elenco di sabotaggi tipici, tra cui potremmo trovare quello che ci sta bloccando. Frasi che ripetiamo nel cervello o sentimenti che hanno l’unico risultato di tenerci lontani dai nostri obiettivi:

  1. Condizioni limitanti: sono troppo vecchio, non ho la laurea…
  2. Pessimismo: c’è la crisi!
  3. Perfezionismo: non sarò mai abbastanza bravo
  4. Paura del cambiamento: non è meglio se rimango dove sono, in un posto che già conosco?
  5. Astrazioni negative: avere la tendenza a ricordare solo il negativo di ciò che accade
  6. Malinconia per il passato: una volta sì che andava tutto bene, che stavo meglio, e avevo un bel lavoro
  7. Profezia che si auto-avvera: non ce la farò mai (e poi non ce la facciamo davvero)

Una o più di queste situazioni suona familiare? Per sbloccarle scriviamo quali sono le nostre “vocine sabotanti” e proviamo a cambiare i limiti in opportunità. Ad esempio se pensiamo di essere troppo vecchi per un lavoro, scriviamo «grazie alla mia lunga esperienza nel ruolo posso portare “questo” valore aggiunto». Ricordatevi che il nostro cervello prende per buono quello che gli diciamo. Se ripetiamo continuamente che non ce la faremo mai a trovare un lavoro soddisfacente, è probabile che non riusciremo a escogitare il modo per farlo!

Un’altra cosa che possiamo fare è adottare atteggiamenti che sono in contrasto con le nostre convinzioni limitanti: se ad esempio abbiamo paura del cambiamento, proviamo a fare qualcosa di nuovo, mai fatto prima, almeno una volta a settimana. In questo modo ci sintonizzeremo in maniera positiva sulla ricerca di un nuovo lavoro, dandoci più chance di trovarlo veramente.