Nella vita le gioie più intense e appaganti sono il risultato di buone relazioni, cosi come le più cocenti delusioni e dolori sono il risultato di relazioni poco soddisfacenti.
La quotidianità professionale e personale è strettamente legata alla qualità delle relazioni, di cui sappiamo molto, ne abbiamo esperienza, ma ciononostante continuiamo ad avere frequentemente difficoltà nel creare rapporti e relazioni di lavoro appaganti, rapporti famigliari ed amicizia pieni.
È probabile che ci stia sfuggendo qualcosa, che ci siano alcune cose che trascuriamo da comprendere.

La parola relazione deriva dal latino relatio, che significa ritorno. La parola rapporto deriva dal latino referre, che significa riportare. Relazione significa connessione tra due persone o cose – rapporto tra concetti, cose o persone – conoscenza – amicizia – rispetto.

L’obiettivo di una relazione è creare connessione, unione, generare un vantaggio d’insieme

Esistono molti tipi di relazione le cui regole di base spesso ci dimentichiamo di applicare.
Partendo dall’origine innanzitutto l’obiettivo di una relazione è di creare connessione, rapporto, unione, per entrare in comunione con l’altro, con il pianeta, nel rispetto reciproco, per generare un vantaggio d’insieme. Quando si instaura una connessione può nascere una profonda comprensione ed arricchimento, che si tratti di lavoro, famiglia, affetti, comunità o altro.
Il miglior modo per connettersi è comunicare e la comunicazione tra gli esseri umani ha diversi canali attivi: verbale, para verbale, non verbale, emotivo, fisico, spirituale. La natura poi ci ha provvisto di cinque sensi che sono la porta d’accesso alla comunicazione, quindi la comunicazione è essenzialmente sensibilità.

La capacità di ascolto fa la differenza. Mettersi a disposizione dell’altro, essere capace di servirlo mettendo da parte noi stessi, le nostre opinioni, il nostro bisogno di riconoscimento per far spazio a un ascolto attivo è di certo la chiave di volta nel processo di relazione. Troppo spesso non ci sentiamo compresi perché siamo i primi a non mettere in atto l’ascolto attivo che significa ascoltare con tutti i nostri sensi: se l’altro ci è apparso lontano è perché eravamo noi lontani e non siamo riusciti a instaurare una stabile comunicazione e ascolto, non siamo stati attenti a osservare le micro modificazioni sul volto del nostro interlocutore proprio perché eravamo ancora concentrati su noi stessi.

Abbiamo tutti un grande bisogno di sentirci ascoltati, ma questo può avvenire solamente se sono pronto e disponibile a mettere da parte me stesso sospendendo ogni giudizio lasciando all’altro l’opportunità di esprimersi e aprirsi in maniera sincera e questo accade quando l’altro si sente compreso, accolto, ascoltato. Non è una questione di linguaggio o di tecniche apprese, è questione di sincero interesse, di amore per l’altro. L’amore è disinteressato e pertanto è capace di accogliere.

Le persone che sono abili tessitori di relazioni sanno ascoltare, sanno comprendere, sanno gestire le loro emozioni e si sono disciplinate comprendendo il valore del silenzio, sanno accogliere ogni cosa. Non hanno bisogno di dimostrare nulla, tanto meno di essere d’accordo con l’altro, non gli diranno mai che dovrebbe pensarla diversamente, questo implicherebbe la convinzione che soltanto quello che pensano sia giusto.

Comprendere significa rispettare, significa accettare la diversità, significa entrare nei panni altrui per essere dalla sua parte: questo permette inoltre, al momento giusto, di presentare noi stessi. L’altro non ha bisogno del nostro giudizio, ma soltanto di averci accanto per condividere, mentre cerca di capire qualcosa che sta accadendo o sta per fare una sua esperienza di vita, nella quale noi possiamo essere testimoni, complici dell’esperienza. Accettare la possibilità che l’altro la pensi diversamente, che abbia un suo percorso significa accettare l’altro per quello che è.
Quando oltrepassiamo questa soglia siamo invasi da uno stato di pace interiore, simile ad un mare calmo, su cui ci si può riflettere nell’altro ed accogliendo saremo accolti. Fateci caso.

Cinque consigli utili per creare relazioni appaganti:

  1. Fondamentale è essere molto sensibili e capaci di ascoltare noi stessi in primis.
  2. Osservando l’altro impariamo a osservare noi stessi ed essere capaci di autocritica e responsabilità per un eventuale fallimento.
  3. Per entrare in una relazione intima, impariamo a superare la paura dell’altro superando la paura di noi stessi, accettandoci.
  4. Limitare i pregiudizi e i giudizi superficiali, è un modo per incontrare la ricchezza nell’altro.
  5. Imparando a portare attenzione al nostro respiro e a quello dell’interlocutore, impareremo il segreto della relazione.

Ricordiamo sempre che non sappiamo nulla dell’altro, quali esperienze, quali dolori, quali gioie ha vissuto e perciò ogni cosa in questa vita è relativa. Siamo immersi costantemente in un’unica relazione con tutto il creato esserne consapevole alleggerisce la vita e predispone alle relazioni più di quanto immaginiamo.