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L’Arte, simbolo di connessione e cultura tra gli esseri umani di ogni tempo, di ponte tra passato, presente e futuro è il motto di “Centodieci è Arte”, il ciclo di incontri sul territorio nati per diffondere la cultura dell’arte in tutte le sue espressioni.

Il prossimo appuntamento è a Roma con la Mostra “Giacinto Cerone. UNA NOTA CHE NON C’È”, curata da Alberto Crespi, in collaborazione con Montrasio Arte (Monza e Milano) e De Crescenzo & Viesti (Roma), negli uffici di Banca Mediolanum in via Dei Due Macelli 66.

La mostra propone una selezione di sculture in ceramica monocrome datate dal 1993 al 2004 che documentano l’ultimo decennio creativo dell’artista.

I lavori di Giacinto Cerone portano i segni di un’inquietudine profonda. Cerone aggredisce la materia, con gesti rapidi e incisivi. Tagli, torsioni, lacerazioni diventano la sintesi formale della prorompente composizione plastica dello scultore.

Seppure Cerone abbia utilizzato in modo profondo e appassionato diversi materiali, è ovviamente la ceramica quello che ci trasmette in modo forse più diretto e letterale l’impronta della sua fisicità e della sua gestualità: il nucleo materico di partenza è infatti in questo caso una massa morbida, imprimibile e malleabile di creta che l’artista modellava direttamente con le mani.

La scultura e i disegni di Giacinto Cerone sono in grado di evocare energie e potenze fuori dal comune, orientando lo spettatore ad una riflessione profonda sulle forze che dominano l’universo stimolando così a guardare ben oltre la forma e il colore per risuonare con quella nota che profondamente accompagna il suono del suo universo in cui siamo chiamati ad immergerci.

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