Rivoluzione del Terzo Millennio o ambienti di perdizione e perdita di tempo? I social media oscillano troppo spesso tra questi due estremi di giudizio. Eppure basterebbe applicare un metodo oggettivo, oltre a una conoscenza approfondita degli strumenti. Per esempio non tutti sanno che i social permettono di selezionare le informazioni e di individuare le persone che potrebbero essere utili alla nostra crescita professionale: Centodieci ha già trattato l’argomento nel post Innovare significa soprattutto imparare. Come gestire la propria formazione e in-formazione tra web e social.

Ma come possiamo entrare in relazione con questi contatti? Io uso da tempo un piano di azione in cinque fasi:

1. Analizzare la loro presenza in Rete

L’analisi di contesto è fondamentale per definire una strategia personalizzata. Ecco i principali aspetti da considerare:
A – Approccio al web. Il nostro target usa il social web solo per lavoro o anche per attivare una relazione? Qual è il suo grado di riservatezza?
B – Scelta dei media. Quali social network utilizza? È attivo anche su strumenti di blogging come Tumblr o WordPress?
C – Media strategy. Utilizza per esempio Facebook a livello personale e Twitter per le relazioni professionali?
D – Piano editoriale. Di cosa parla nei diversi social media? Quali sono le principali tematiche che tratta? Scrive anche di tempo libero (per esempio musica o sport)?

Spesso consiglio di creare un semplice database informativo (va bene anche un foglio Excel per iniziare) con una riga per ogni persona e una colonna per ogni informazione sopra indicata.

2 – Farsi (ri)conoscere
L’attivazione di una relazione è certamente la fase più delicata, ma esistono due strategie per ottimizzare le possibilità di buona riuscita.
A – Personal branding diffuso. Aumentare la propria notorietà e reputazione può facilitare l’inizio di una conversazione. Per farlo serve definire un posizionamento distintivo e saperlo comunicare. Fra le diverse risorse utili in questo senso, ve ne segnalo due: Personal Branding Canvas e il metodo Sestyle.
B – Strategia mediata. La considerazione è semplice: chiunque ha una cerchia di persone da cui è influenzato, anche il nostro interlocutore di riferimento. Se riusciamo a farci conoscere e stimare da loro, aumentiamo le probabilità di successo con il nostro target. Utilizzate per esempio le comunità esistenti (gruppi di Facebook o LinkedIn) per pubblicare contenuti di valore ed entrate in alcune conversazioni su Twitter che coinvolgono gli influencer.

3. Attivare la relazione online
Se siamo stati bravi o fortunati è possibile che la relazione con il nostro target si sia già attivata.
Altrimenti è il nostro turno: come in qualsiasi ambiente professionale, anche nel web bisogna dare prima di ricevere (o addirittura chiedere).

Le migliori strategie di contenuto offrono infatti un valore al destinatario. Ecco alcuni esempi concreti:
A – Beneficio generico. Se l’analisi di contesto ci dice che il target è interessato a una certa tematica, offritegli un’informazione altamente valoriale o in anteprima (magari non autoreferenziale).
B – Servizio specifico. La tattica vincente: se leggiamo una sua particolare richiesta, in qualsiasi contesto, usare il web per fornirgli la soluzione diventa sicuramente un punto di forza.

I social permettono di selezionare le informazioni e di individuare le persone che potrebbero essere utili alla nostra crescita professionale

Ci sono inoltre alcune piccole tattiche di corteggiamento digitale che nel medio periodo sono utili: per esempio, approfondire situazioni in cui voi due siete d’accordo su un aspetto o usare in modo mirato e non invasivo gli strumenti di interazione dei social come Like o Share.

4. Consolidare le relazioni
Le strategie principali sono due:
A – Content strategy: continuare a dare valore ai contenuti per venire considerati nel tempo come un punto di riferimento nel settore.
B – Media strategy: l’obiettivo è riportare le relazioni nell’ambito di strumenti proprietari. I social media, veri e propri Earned Media, dovrebbero servire solo all’attivazione di canali di comunicazione con il target. Il vero valore aggiunto nasce quando riusciamo a consolidarle e mantenerle in modo crossmediale (mail, telefono, incontro dal vivo): dall’online all’offline e viceversa, deve essere la base di una strategia integrata.

5. Monitorare le relazioni
Verificare con continuità il polso delle relazioni attivate è altrettanto importante. Prima di utilizzare strumenti avanzati, è possibile implementare anche il semplice foglio Excel che abbiamo compilato: consiglio infatti di inserire informazioni sull’ultima interazione avuta (Like o Share dal target, conversazione, telefonata, ecc). Se ci accorgiamo che qualcosa non funziona bisogna (ri)cominciare, o quasi, dal punto 2.