Quanto è difficile fare start up in Italia? Lo abbiamo chiesto a Federico Garcea, fiorentino doc, che nel 2010, a soli ventotto anni, ha dato vita a una delle aziende italiane più innovative degli ultimi anni, Treedom.

«Dieci anni fa non era facile fare impresa, noi siamo stati fortunati perché la Fondazione Bill Gates ha creduto in noi e abbiamo ricevuto un finanziamento da 500mila dollari che ci ha permesso di iniziare. Oggi i soldi ci sono se ci sono buone idee, non è difficile portarle avanti anche in Italia».

Risponde così il Ceo di Treedom che ha creato la sua fortuna sviluppando un’idea ecosostenibile. Ma partiamo dall’inizio. Garcea anni prima era in Camerun insieme all’amico Tommaso Speroni per un progetto di sviluppo sostenibile. 

«Nel villaggio dove mi trovavo, si svendevano ettari di terra a multinazionali a 1000 dollari l’ettaro. In quel momento abbiamo pensato: è possibile trovare un modo per incentivare i contadini a piantare alberi anziché dedicare i terreni alle coltivazioni?». Questo è il problema principale della deforestazione. Un contadino preferisce coltivare a mais un terreno e raccogliere i frutti dopo sei mesi anziché piantare alberi da frutto che richiedono tempi naturali di crescita, è un investimento sul futuro. 

Erano anche gli anni del gioco virtuale di società di Farmville, un social game per la costruzione di fattorie virtuali. «Spendevo soldi con la carta di credito per comprare alberi finti per abbellire la mia fattoria, allora mi sono detto: se c’è qualcuno come me disposto a pagare per alberi virtuali, forse saranno disposti a pagare per alberi veri». È la genesi di Treedom. 

Come funziona Treedom

Treedom è l’unico sito al mondo che consente di piantare un albero con un click. Si sceglie l’albero e il Paese dove piantarlo. Lo si può acquistare per sé stessi ma anche per fare un regalo magari in occasione di una nascita di un bambino. A quel punto arriva un link su whatsapp o email che sancisce l’unione simbolica fra l’albero e la persona. Viene inviato l’ordine di piantumazione alla cooperativa che gestisce il vivaio in loco; l’albero viene geolocalizzato e da quel momento ogni mese si ricevono aggiornamenti fotografici sullo stato della pianta, un po’ come fosse un’adozione a distanza. 

Treedom ha puntato molto sulle comunità locali, una piattaforma che mette in contatto privati, aziende nei Paesi industrializzati con piccole comunità locali nei Paesi in via di sviluppo. «Il lavoro che facciamo con i contadini può partire da zero, anticipiamo noi i soldi per costruire un vivaio, facciamo la formazione e triangoliamo con università locali. Abbiamo agronomi che girano il mondo per andare a formare le comunità, dopodiché i contadini possono vendere i frutti della pianta e procurarsi reddito». 

L’azienda fiorentina procura i palmari con il proprio software installato in modo tale che il personale locale possa aggiornare la piattaforma con lo stato della pianta. I contadini rimangono proprietari della terra, delle piante, dei frutti mentre l’utente può decidere se acquistare una pianta singola oppure supportare mensilmente il progetto stabilendo quanta Co2 vuole contribuire a ridurre. 

Oggi Treedom ha piantato 1,2 milioni di alberi in sedici nazioni, principalmente nei Paesi del Sud del mondo dando lavoro a 70mila contadini. È stata fondata da due persone e oggi conta quarantacinque dipendenti. Treedom opera in ogni Paese europeo lavorando con 3000 aziende solo in Italia e una community di utenti privati che ha piantato alberi di oltre 400mila persone. 

Treedom oggi è una realtà che fattura oltre 9 milioni di euro ed è in continua espansione. «Nei prossimi anni lavoreremo per entrare anche sul mercato americano e asiatico».