Come ci si accorge di stare crescendo professionalmente? Semplice: percepiamo i nostri obiettivi in modo forte e chiaro, abbiamo un piano a lungo termine e non abbiamo la sensazione di stare annegando in un mucchio di piccoli doveri che sottraggono tempo alla nostra formazione e al nostro benessere fisico quanto spirituale. Al contrario, l’assenza di crescita professionale può provocare un burnout dal quale persino le persone più resilienti fanno fatica a uscire. Ci si sente improvvisamente stanchi e senza scopo, schiacciati tra inarrestabili rivoli di impegni. La buona notizia è che crescere dipende da noi: dal nostro atteggiamento, dalle nostre azioni e soprattutto dalle nostre scelte.
Ecco alcuni errori da evitare.

  1. Restare uguali a se stessi
    Eraclito sostiene che si rimanga identici soltanto cambiando. È soltanto intraprendendo imprese che sfidano i nostri limiti che, a dispetto della paura, impariamo qualcosa di nuovo e somigliamo sempre più a noi stessi.
  2. Alimentare i pensieri negativi
    “Cosa succederà se il mio errore verrà scoperto?”; “Cosa succederà se il cliente detesta il mio lavoro, nonostante ce la stia mettendo tutta?”… Ecco il tipo di pensiero poco costruttivo che sottrae quella serenità necessaria a concentrarsi su ciò che va fatto.
  3. Tenere il broncio
    Se siamo vittime di un torto o veniamo trattati ingiustamente apprendiamo la lezione ma andiamo avanti. In un parola: perdoniamo. Restare fossilizzati sui momenti spiacevoli sicuramente ci aiuterà a sbocciare. Piuttosto ci farà appassire.
  4. Mettere la testa sotto la sabbia
    I problemi vanno affrontati e risolti. Lasciare che qualcosa che non funziona resti lì, nell’aria, danneggiando un’atmosfera positiva da un lato e rodendoci interiormente dall’altro bloccherà ogni azione positiva e migliorativa.
  5. Non prendersi cura di se stessi
    Diciamo addio a un buon outfit, a un buon pasto nutriente, a una passeggiata rigenerante perché non abbiamo tempo. Ecco un ottimo sentiero che conduce allo stress e alla scarsa autostima.
  6. Concentrarsi su aspetti poco importanti
    Il collega che fa l’ennesima gag poco divertente, la macchinetta del caffè rotta da un mese, il mucchio di tediosi excel da compilare. Teniamo lo sguardo fisso sulla luna, non sul dito.
  7. Cercare costantemente la validazione altrui
    Non siamo bambini e non ci deve essere ripetuto a ogni piè sospinto che siamo bravi. Certo, non va bene neppure la totale mancanza di feedback ma non ricerchiamo eccessive conferme se sappiamo di stare lavorando bene.
  8. Guardare tutto con sospetto
    La fiducia è rara, preziosa e molto fragile. Non di meno è l’architrave di un buon rapporto con chiunque. Se non ci fidiamo del nostro capo o del nostro team ci sentiremo isolati, diventeremo egoisti e pessimi membri di squadra.
  9. Avere paura di fallire
    Il fallimento fa parte del processo, non è che un gradino salito sulla scala del nostro obiettivo, anche se non sembra; anche se fa male. Occorre imparare a superare il fallimento a ogni costo.
  10. Non vivere nel presente
    Domani, domani, domani; o ieri, ieri, ieri. Mai adesso, quando la nostra presenza di spirito è nulla meno che indispensabile.