Brunello Cucinelli: "Poche mail nella mia azienda, siamo tornati a parlarci"

Brunello Cucinelli: “Poche mail nella mia azienda, siamo tornati a parlarci”

Centodieci

Raccontare esperienze reali che possano aiutarci a percorrere strade nuove e sostenere un diverso approccio al lavoro, alla vita e alla società basato su valori quali condivisione, empatia, crescita e libertà....

Si può fare impresa guardando al futuro e al prossimo in ottica positiva? L’evento Centodieci è Valore di Foligno ha approfondito il tema sotto la guida sapiente di Gianluca Randazzo, CSR Manager di Banca Mediolanum, e in compagnia di Brunello Cucinelli, titolare dell’omonima impresa e uno dei massimi esponenti di come certi concetti possano essere messi in pratica a tutti i livelli.

Parlare di responsabilità sociale è necessario, ed è un dovere applicarla nel business. Gli esempi di Coca-Cola e Guinness in apertura di serata riportano a quanto di pratico sia già stato fatto da grandi brand in ottica consumatore, gli investimenti a impatto sociale sono infatti in continuo aumento tanto che nel 2016 hanno già raggiunto la cifra di 21 trilioni di dollari, un numero che sarà in continua ascesa anche negli anni a venire.

Sono diversi gli studi di settore, racconta lo stesso Randazzo, che dicono che i consumatori sono disposti a spendere di più per aziende socialmente responsabili, che fanno del bene, che creano i loro prodotti in un’ottica di sostenibilità e questo è ormai un trend cui nessun brand che guardi al futuro può prescindere. Cucinelli di suo approfondisce il tema partendo da lontano, cercando di portare la platea ad alcuni spunti di riflessione conditi da tanta sana praticità: “Non voglio parlare di ieri, siamo cambiati, la nostra società odierna non è quella che vivevano i nostri genitori o i nostri nonni, abbiamo fatto molte cose belle, alcune cose brutte, ma guardiamo al futuro e cominciamo a parlare di domani”, come a dire, togliamo ogni preconcetto e andiamo subito all’essenza delle cose.

Essenza che non manca di riprendere i concetti di giusto, di quotidianità, di normalità: “Se mi guardo intorno posso sicuramente dire che né mio padre né mio nonno erano tesi come lo siamo noi oggi, vivevano in una naturale armonia delle cose nella loro normalità, ho provato a riportare questa cosa in azienda. Come? Per spiegare il concetto riprendo un esempio pratico che mi è accaduto proprio l’altro ieri” continua Cucinelli, “avevo un appuntamento per alcune proposte di investimento e chi mi ha accolto mi ha detto che era lì dalle 6 del mattino, alzandosi alle 4.30, staccando alle 20 e tornando a casa alle 21.30, me lo hanno raccontato loro. Li ho lasciati parlare ma a loro i miei soldi non li ho dati, Einstein diceva che un essere umano può stare concentrato per 5 ore al giorno. Se lavori troppo, oltre a lavorare male, rubi il lavoro a chi il lavoro non ce l’ha; nella mia azienda si lavora 8 ore al giorno con un’ora e mezza di pausa, non si fanno straordinari, e tutti, dal primo all’ultimo, hanno una vita privata che va oltre il lavoro. Abbiamo tolto le email, o meglio le abbiamo ridotte veramente all’osso, per riprendere ad utilizzare le telefonate; in una telefonata hai tutto, senti come sta il tuo interlocutore, si crea una maggiore interconnessione tra le persone. Quando mandi un messaggio perdi tutta la percezione globale delle cose, è freddo, e ti fa perdere più tempo”.

Il suo racconto passa da aneddoti di infanzia a consigli per vivere una vita migliore in un continuo rimando che sembra molto filosofico ma condito da moltissimi esempi pratici: “Mio padre era una persona normale, faceva l’operaio, lavorava duramente diverse ore al giorno e veniva preso in giro. Ero un bambino, non capivo perché, e anche se non sapevo cosa avrei fatto da grande sapevo che avrei lavorato per la dignità dell’uomo”. Uno sguardo all’indietro, uno in avanti: “Oggi il mondo è pieno di polemiche, ma non è quello il problema: Eraclito dice che la polemica è il padre dell’umanità e io concordo con lui, è necessaria e fondamentale per crescere, ma va fatta con garbo. Sentire qualcuno che ti dà semplicemente ragione non serve, serve qualcuno che ti venga contro ma che sappia farlo con educazione, altrimenti si finisce per non ascoltarlo e per non crescere”.

L’oratore della serata sta facendo molto per aiutare le popolazioni e i territori colpiti dal terremoto, ma non lo sottolinea, continua nei suoi racconti e nelle sue citazioni per spronare la platea imprenditoriale a ripartire: “Aristotele dice che le calamità naturali hanno un’anima, tirano fuori il bello delle persone. Guardate come siamo uniti oggi”. Parole d’amore che sono difficilmente messe in pratica nella società di oggi? “Ma voi quante persone per bene conoscete? Io moltissime, e sei una persona per bene sei circondato da persone per bene ed è una cosa su cui non si può fingere perché appena viene fuori la verità della natura, se sei diverso, vieni allontanato”.

In chiusura l’ennesimo rimando alla normalità e alla bellezza delle cose naturali: “Ogni tanto mi confronto con persone che hanno master ad Harvard, lauree e studi importanti, carriere invidiabili. Io ho studiato da Gigino, al bar del mio paese, dieci anni. Non è Harvard, ma sai come ti insegna a stare al mondo la vita a contatto con le persone?”.