Condividere notizie false nuoce agli altri, ma anche alla tua reputazione

Non condividere notizie false, ne va della tua reputazione

Stefania Milo

Imprenditrice di prima generazione da 10 anni, laureata in Scienze Politiche indirizzo socio-comunicativo, titolare di Format, agenzia di comunicazione. Presidente dei giovani imprenditori di CNA (imprese under...

Il tema è più che mai attuale e molto sentito, oggi gli strumenti digitali ci consentono di accedere facilmente e velocemente a tutta una serie di informazioni e contenuti. Discutere di qualsiasi argomento sui social, condividere notizie di riviste online o di un nostro contatto, mettere mi piace ai post dei nostri amici a volte anche senza aver letto il contenuto sulla fiducia riposta nelle persone, sono tutte azioni che fanno parte del nostro vivere quotidiano, ma siamo consapevoli totalmente di quello che facciamo? Il rischio è che la velocità in cui oggi siamo immersi, ci porti a esagerare con la superficialità e “farci prendere la mano” da notizie sensazionali, al limite del reale, spesso perché provocatorie o surreali e ci facciamo portatori noi stessi di ulteriore vitalità di queste notizie alimentando però solo le false notizie e contribuendo a creare quell’aria di rabbia, frustrazione, cattiveria e astio che si sta sempre più diffondendo. Come possiamo fare per tutelarci da queste situazioni?

Come possiamo non contribuire alla diffusione di notizie non veritiere?
Come possiamo dare il nostro contributo per ricostruire un clima di verità nel pieno rispetto delle opinioni diverse e all’interno di un dibattito sano e cordiale?

Alcune semplici regole che mi paiono un buon punto di partenza:

1) Sicuramente occorre prendere il giusto tempo per approfondire le notizie che leggiamo scorrendo la nostra homepage, quanto meno leggerle fino in fondo e farsi una personale opinione che possa essere il meno possibile influenzata dagli “aizzatori di professione”. Non solo perché diffondere informazioni sbagliate non giova a nessuno e si alimenta solo sentimenti negativi, ma anche perché ne va della nostra reputazione e credibilità.

2) Dobbiamo cercare la fonte della notizia, quanto meno indagare meglio sulla sua veridicità, controllare se è riportata da più testate giornalistiche per esempio. Dovremmo cercare di farci la nostra opinione ascoltando i diversi punti di vista, senza farsi prendere troppo dalla sensazionalità del titolo o del contenuto (spesso la stampa punta proprio sul titolone a effetto).

3) Se poi riteniamo il contenuto “buono” possiamo senz’altro condividerlo, possibilmente esprimendo con garbo la nostra opinione, esplicitando che si tratta di un punto di vista, che in quanto tale può essere viziato da mancanza di informazioni complete e sicuramente relativo. Se in quel campo siamo esperti e ci sentiamo abbastanza sicuri della correttezza del contenuto, è opportuno smentire o confermare la veridicità portando le nostre motivazioni, esempi o prove.

Più il nostro atteggiamento in generale è moderato, con tono pacato, nel rispetto di tutti e tutto, più diventiamo persone credibili, rispettabili e diamo il nostro modesto contributo per creare un ambiente un po’ meno viziato dall’astio e che smorzi la cattiveria e inviti a riflettere, ad ascoltare a rivedere – perché no – le personali opinioni. Non dobbiamo mai smettere di cercare la verità anche quando essa può essere diversa dal nostro pensiero, non dobbiamo smettere di ascoltare gli altri e le loro motivazioni. Cambiare opinione e ricredersi sulle proprie convinzioni non è peccato, né mina la nostra persona (forse un po’ il nostro orgoglio), al contrario è testimonianza di intelligenza, capacità critica e umiltà, doti rare, ma che credo abbiamo tutta la loro dignità di essere valorizzate e sottolineate.