Centodieci è Ispirazione presenta Bebe Vio: "La vita è una figata" - Centodieci

Centodieci è Ispirazione presenta Bebe Vio: “La vita è una figata”

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Raccontare esperienze reali che possano aiutarci a percorrere strade nuove e sostenere un diverso approccio al lavoro, alla vita e alla società basato su valori quali condivisione, empatia, crescita e libertà....

La semplicità di un sorriso. Un’arma potentissima che Bebe Vio utilizza per fermare e ammaliare il pubblico accorso a Treviso in Piazza dei Signori per la serata con Centodieci è Ispirazione: un allestimento in pieno centro cittadino in perfetto stile Centodieci, il Csr Manager di Banca Mediolanum Gianluca Randazzo al suo fianco, tanta semplicità e tanti sorrisi cui prendere spunto e lasciarsi ispirare per la propria vita quotidiana.

Il tono è amichevole, gioviale, i temi toccati dal discorso tra i due sono i più disparati con una serie di punti che emergono sugli altri: Bebe è una sportiva, Bebe è semplice nel linguaggio, Bebe ha qualcosa da raccontare. A lei sono stati amputati tutti e 4 gli arti all’età di 11 anni, da lei sentiamo dire che “La vita è una figata, perchè basta decidere che la vita è una figata per cominciare a vedere solo le cose belle”. Semplice? Sì, “come sorridere alle persone, perchè se un perfetto sconosciuto ti sorride, cominci a sorridere anche tu, è contagioso. Potevo rimanere depressa per il resto della mia vita, ma nei momenti più difficili conviene sorridere.” continua a raccontare.

Bebe, passata agli onori delle cronache per l’oro paralimpico nella scherma a Rio 2016, fa sapere che lo sport l’ha aiutata a tornare quanto prima alla normalità e di essere assolutamente conscia di portare un messaggio importante: “Tu puoi farcela. Se ce l’hai fatta tu possono farcela tutti. Il messaggio è tutto qui”. La declinazione del tema si traduce in un ammaliante “A me le mie cicatrici piacciono. Non penso di essere le mie cicatrici perché ciò che faccio oggi non è dovuto alla mia malattia” o in un maturo “La responsabilità a qualcuno pesa, ma a me piace essere in difficoltà, se sono sotto pressione devo darmi più da fare”, per finire con la definizione più bella di amore che poteva esser coniata: “L’amore è rendere felice qualcuno prima di rendere felice te stesso”.

Si parla di vita, si parla di sport, si allenta la tensione giocando ad allontanare le zanzare, Bebe tiene bene il palco e ha gli occhi che si illuminano quando si parla della sua squadra di scherma: “Creo squadre in ogni cosa io faccia. Da solo non puoi arrivare da nessuna parte”. Racconta del suo sogno di diventare “il capo di Sky Sport così da dare più spazio allo sport paralimpico”, ma anche quello ben più serio di “Unire Cio e Cip, il comitato degli atleti normodotati con quello paralimpico sotto un’unica bandiera come accade nella scherma”.

Due ore scivolano veloci, la standing ovation finale è un plauso alla forza di volontà perché, e questo lo abbiamo imparato, se ce l’ha fatta lei possono farcela tutti.