Perché essere gentili con i colleghi migliora il nostro stato d’animo

Perché essere gentili con i colleghi migliora il nostro stato d’animo

Federico Bastiani

Sono giornalista pubblicista, nato nel 1977 a Pisa e laureato in Economia aziendale. Ho scoperto la passione per il giornalismo dopo un viaggio a Buenos Aires e l’incontro con le Madri di Plaza de Mayo. Da quel...

Quando deve essere incentivata la produttività in azienda, usualmente si ricorre a bonus di tipo economico. Un aspetto poco valorizzato ma altrettanto efficace, è la gentilezza. Una ricerca condotta presso l’Università di Warwick in UK, ha evidenziato che le persone felici al lavoro sono il 12% più produttive. “Non è facile mettere in correlazione diretta la gentilezza con la produttività ma quel che è certo, è che anche i benefit non sono sempre efficaci per migliorare le performance aziendali”, afferma Cristina Milani, presidente del World Kindness Movement e autrice del libro “la forza nascosta della gentilezza”.

La ricerca condotta dall’Università di Warwick sul tema della gentilezza non è l’unica. Richard J. Davidson, neuroscienziato e fondatore del Center for Healthy Minds dell’Università del Wisconsin, ha studiato i benefici della gentilezza nei luoghi di lavoro. Davidson ha comprovato che quando si procura e si riceve gentilezza, s’innesca un effetto onda anche sulle altre persone. Nel Centro di ricerca che Davidson dirige, è stata installata una “parete di gratitudine” dove gli impiegati pubblicamente riconoscono la gratitudine verso i colleghi. Magari un ringraziamento per dei biscotti che il collega ha portato in azienda a seguito della nascita del figlio oppure un aiuto specifico ricevuto sul lavoro. “Possiamo certamente dire che la gentilezza è contagiosa e porta benefici a noi stessi ma anche all’azienda”, afferma Ivana La Pira, coach, consulente aziendale e membro del gruppo di lavoro di Gentletude, l’organizzazione fondata da Milani. “La gentilezza aumenta la produttività aziendale perché permette di creare una cultura non di tipo individualista ma di benessere collettivo”, prosegue La Pira. L’unione della squadra, un clima di lavoro positivo, valori condivisi, apporti personali riconosciuti creano un driver potente per qualsiasi settore aziendale.

Gentilezza in azienda non significa il buongiorno e buonasera. Fabiana Cacioni, coach e membro di lavoro di Gentletude da anni lavora con la gentilezza. “Gentilezza in azienda significa dotarsi di un codice di comportamento che porta a riconoscere il valore del collega, del capo, dei collaboratori come persona e non solo come lavoratore che è lì per generare profitto e risultato”.

Cosa vuol dire essere genitori e figli secondo Massimo Recalcati

«Questa città è viva perchè c’è qualcuno che la rende costantemente viva, cioè che, dal punto di vista della psicanalisi, è davvero un erede», spiega Massimo Recalcati nell’ambito degli incontri del progetto RiVedere Matera, organizzato da...
«Questa città è viva perchè c’è qualcuno che la rende costantemente viva, cioè che, dal punto...

18 Febbraio 2020 | Crescita

Lavorare meno e lavorare meglio è possibile?

Non è forse vero che vivere da adulti significa lavorare, portare a casa il salario, ritagliarsi appena il tempo per figli e hobby, correre sul tapis-roulant e andare a dormire presto, finché non arriva il sabato per una passeggiata sul lungomare e...
Non è forse vero che vivere da adulti significa lavorare, portare a casa il salario, ritagliarsi appena...

17 Febbraio 2020 | Innovability

Cercami di André Aciman ci fa capire quanto importante sia il primo amore

Elio aveva amato per la prima volta, sperimentando lo strappo tremendo della separazione quando Oliver se ne era andato via. Con Chiamami col tuo nome eravamo arrivati qui, a un amore descritto quasi come fosse una febbre, che li aveva fatti sentire tanto...
Elio aveva amato per la prima volta, sperimentando lo strappo tremendo della separazione quando Oliver...

14 Febbraio 2020 | Crescita

#CentodieciTip: Non fasciarti la testa prima del tempo, prova a pensare positivo

Cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno, non fasciarti la testa prima di essertela rotta. Il folclore dialettale ci ha da tempo fornito le formule perfette per comprendere i rischi che corre chi, tendendo a un atteggiamento negativo e apprensivo, si...
Cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno, non fasciarti la testa prima di essertela rotta. Il folclore...

13 Febbraio 2020 | Crescita

Il negazionismo non è un'opinione, è un reato

“Il negazionismo continua a infangare la memoria di questa tragedia, dobbiamo fare di più affinché le teorie negazioniste non trovino nuovo consenso. È responsabilità di tutti noi non sottovalutare questi dati". Lo ha affermato il vice ministro...
“Il negazionismo continua a infangare la memoria di questa tragedia, dobbiamo fare di più affinché...

12 Febbraio 2020 | Arte e Cultura

Sfidare anche i competitor più agguerriti – Cosa imparare da Adriano Olivetti

Anche partendo da un contesto difficile, con un regime dittatoriale come quello fascista si può fare innovazione. Adriano Olivetti, nato nel 1901, era un figlio del Ventesimo secolo in tutto e per tutto. Nella sua parabola imprenditoriale e umana c'era...
Anche partendo da un contesto difficile, con un regime dittatoriale come quello fascista si può fare...

11 Febbraio 2020 | Crescita

Cosa rispondere a chi dice di bilanciare vita e lavoro? Sbagliato!

Bilanciare vita e lavoro? Impossibile. Il lavoro è parte della vita. Se prendi tutta la tua vita, che comprende anche il lavoro, e la metti su un piatto di una bilancia, e sull’altro ci metti solo il lavoro, come possono rimanere in equilibrio? Cos’è...
Bilanciare vita e lavoro? Impossibile. Il lavoro è parte della vita. Se prendi tutta la tua vita, che...

10 Febbraio 2020 | Crescita

Se vuoi smettere di procrastinare iscriviti al Club delle 5 del mattino

Dicono che il mondo si divida in due tipi di persone: le allodole e i gufi. I primi sono quelli che amano e riescono a svegliarsi presto la mattina, mentre i secondi - chiaramente - sono quelli che preferiscono dormire qualche ora di più mentre tutti...
Dicono che il mondo si divida in due tipi di persone: le allodole e i gufi. I primi sono quelli che amano...

07 Febbraio 2020 | Arte e Cultura

Ecco cinque punti che aiutano a capire se il leader aziendale è gentile con i propri collaboratori secondo il team di Gentletude: 
1. Riconosce quel che di positivo l’altro compie e dedica dei momenti di qualità nel dare feedback per far crescere i propri collaboratori
2. Rende attivi i propri dipendenti chiedendo contributi. Lasciare all’altro la possibilità di esprimersi pienamente è la prima forma di riconoscimento che sta alla base di qualsiasi atto gentile.
3. Resta focalizzato sulla relazione ed evita distrazioni o dispersioni. Le riunioni ad esempio rappresentano un momento importante per capire quanto l’ambiente è gentile. Partecipare ai meeting e usare il cellulare e pc mentre l’altro parla, non è sinonimo di gentilezza.
4. È capace di mettersi in discussione con un approccio costruttivo essendo aperto e permeabile.
5. È capace di gestire il proprio tempo con efficacia. Questo significa che non manderà email aspettandosi risposte al di fuori degli orari di lavoro piuttosto che fissare riunioni che rischiano di scivolare oltre orario lavorativo. Un capo che è in grado di gestire se stesso ed il proprio team partendo dal presupposto di tutelare gli spazi di vita privata, manifesta cura ed attenzione oltre che è in grado di mettere in campo competenze come quella di gestione delle priorità, lavoro per obiettivi e time management.

Cosa fare concretamente per trasformare un ambiente di lavoro e renderlo più gentile? “Chiedimi se sono felice” era il titolo di un film di qualche hanno fa…Ecco direi che il primo accorgimento è quello di chiedere ai propri collaboratori cosa migliorerebbero nell’azienda per sentirsi ancora più coinvolti.” Suggerisce La Pira e Cacioni che aggiunge: “Approfondire anche con i colleghi cosa chiederebbero per generare un clima di maggiore collaborazione e infine io come capo cosa posso fare per accompagnare i miei collaboratori in un percorso di crescita professionale”. Con domande di questo tipo si possono trarre moltissime informazioni utili per la crescita dei propri collaboratori e per generare allo stesso tempo partecipazione e condivisione ad ogni livello. “Essere interconnessi e condividere, amplia la nostra empatia cognitiva. Non si tratta solo di sentire le emozioni, ma anche immaginare le cose da un punto di vista dell’altro. Questo è un grande aiuto per superare il bisogno di metterci sulla difensiva ed eliminare qualsiasi paura e ansia; rendendoci di conseguenza più aperti e disponibili a collaborare.” Conclude Milani.