Le fake news fanno parte di noi: impossibile sconfiggerle? - Centodieci

Le fake news fanno parte di noi: impossibile sconfiggerle?

Claudio Gagliardini

Cinquantenne, romano trapiantato a Cremona. Esperto, formatore e autore di testi su comunicazione, marketing, social media, tecnologia e cultura digitale. Progetta e cura strategie di marketing online per aziende,...

Siamo bombardati da ogni parte: radio, TV, giornali, social media, ma anche amici, parenti, colleghi e semplici conoscenti, ogni giorno ci sottopongono a massicce dosi di notizie “da prendere con le molle”. Inesatte, travisate, incomplete o addirittura false o inventate di sana pianta, poco importa quanto esse si allontanino dalla verità fattuale, soggetta peraltro anch’essa a infinite possibili interpretazioni. Il problema è che tutto ciò sembra inevitabile. Eppure qualcosa si può fare, per limitare il danno, ma ci vorranno decenni prima che cure efficaci a questa enorme piaga sociale siano messe a punto, testate e immesse nello sconfinato universo dell’informazione, per portare il genere umano ad un nuovo e superiore livello di consapevolezza.

Cos’è una notizia?

La conoscenza, come acquisizione o possesso di una cognizione, relativamente a cose, fatti o persone. La notizia è dunque, la conoscenza, in prima persona (posseduta) o riferita (acquisita), di qualcosa che possiamo tenere per noi o comunicare ad altri.
Basta guardare la voce “notizia” su un qualsiasi vocabolario per comprendere quanto complessa sia la definizione di questo termine e quante le implicazioni, ma tutti sappiamo benissimo cosa sia una fake news, anche se pochissimi sono davvero in grado di riconoscerle, quando si imbattono in una di loro.
Ma perché è così difficile riconoscere le fake news? Intanto perché la nostra realtà non è fatta soltanto di vero e falso. Al contrario, vero e falso sono due estremi che all’infinito tendono a toccarsi e che, purtroppo, esistono per noi esseri umani soltanto in laboratorio, perché vero e falso sono per noi ultrasuoni pressoché impossibili da gestire.
Tra questi due estremi di nero e di bianco esistono infinite sfumature di grigio, spesso impercettibili e oggettivamente difficili da cogliere e da riportare, anche nei casi più semplici. Pensiamo alla nostra età e a quanto sia approssimativo il dato che forniamo a chi ce la chiede. Quanti anni abbiamo? 20? 30? 40? In realtà ogni secondo che passa abbiamo un’età diversa, ma chi si prende la briga di rispondere, ad esempio, 49 anni, sei mesi, 17 giorni, 15 ore e 52 secondi? Questo non accade perché siamo dei bugiardi cronici, perché siamo in cattiva fede o perché siamo superficiali, ma perché, molto più semplicemente, quale sia la nostra età esatta in tempo reale noi non lo sappiamo, non ci interessa e non è importante. Questo è ovviamente un esempio estremo, ma le informazioni che noi scambiamo sono sempre ed inevitabilmente inesatte, approssimative, soggettive e non sempre facili da verificare.
È dunque davvero possibile riconoscere le notizie false da quelle vere, se le premesse sono queste?

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11 Dicembre 2019 | Arte e Cultura

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05 Dicembre 2019 | Crescita

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04 Dicembre 2019 | Crescita

Riconoscere le fake news

Se c’è qualcosa che ostacola la nostra capacità di valutazione e di giudizio sulle cose, quel qualcosa si chiama percezione. Noi tutti viviamo di percezioni, di pregiudizi, di profonde e radicate convinzioni che alterano la nostra capacità di giudizio sulle cose. Sono proprio questi fattori a spingerci al consumo di notizie che risuonano con le nostre corde, anziché cercare fonti limpide, cristalline, oggettive e perfettamente neutre, ammesso che ne esistano davvero.
Lo facciamo da sempre, scegliendo i media e le fonti più in linea con le nostre ideologie e inclinazioni, ma la rete e i social media ci hanno offerto la possibilità di aumentare a dismisura la nostra capacità di condivisione e di dibattito sulle notizie e le informazioni di cui disponiamo.
In questo panorama la scelta della fonte è quanto mai fondamentale ed è il primo pilastro per il riconoscimento di una fake news. Le dinamiche della rete (es. click baiting) giocano proprio sulla nostra intrinseca debolezza di cercare conferme alle nostre convinzioni, evidenza che ha indotto un numero enorme di testate e di blog a cavalcare l’onda della condivisione sui social. La stragrande maggioranza delle bufale ha vita facile in rete, perché quelle sedicenti news sono confezionate appositamente per sembrare vere e per trarre in inganno chi se le vede scorrere sotto gli occhi, spesso non andando neppure oltre al titolo.

Come possiamo fare, dunque, per non cadere nelle molte trappole tese dagli spacciatori di notizie false? Ecco sette semplici azioni preliminari che chiunque può (e deve) fare, prima di condividere una notizia sui social:

1. non condividere mai d’impulso, soprattutto se la notizia che leggiamo sposa appieno il nostro stato d’animo o le nostre convinzioni o è perfetta per confermarle;
2. diffidare delle notizie sponsorizzate, che nella maggior parte dei casi sono pubblicità (talvolta ingannevoli o truffaldine) camuffate da news;
3. verificare la fonte (è una testata attendibile o un blog sconosciuto?) e l’autore del pezzo;
4. verificare la corrispondenza della URL con la testata che abbiamo individuato (il fatto quotidaino, la ripubblica e molte altre testate che si rifanno a quelle reali hanno già fatto storia);
5. verificare che la testata che stiamo condividendo non sia la sola ed unica a riportare quella notizia (la verità non è una gara a chi arriva per primo e se entro qualche minuto nessuno la rilancia, quella notizia è sicuramente falsa);
6. verificare la data dell’articolo (spesso vengono spacciate per attuali vecchie notizie, che magari vengono rielaborate per sembrare fresche di uscita (talvolta ingannando gli stessi motori di ricerca) e sfruttare nuovamente la condivisione di chi non sa o non ricorda (escamotage usato spessissimo con l’anniversario della morte di VIP);
7. verificare che titolo e testo dell’articolo siano tra loro coerenti e che, come spesso avviene, il titolo non sia stato rimaneggiato per sfruttare un tema di tendenza e ingannare i lettori.

Ovviamente queste sono soltanto poche macroscopiche azioni preliminari, che non ci salvano dal 100% delle fake news, che nel tempo sono sempre più sofisticate e difficili da smascherare. Questa check-list è però un ottimo inizio, reso ancora più efficace dalla immediata segnalazione alla piattaforma su cui abbiamo intercettato la fake news, nella speranza che il canale di turno ne inibisca la visibilità e ne arresti così la diffusione.