La scuola è futuro, soprattutto se unisce il fare alla conoscenza

La scuola è futuro, soprattutto se unisce il fare alla conoscenza

Claudio Gagliardini

Cinquantenne, romano trapiantato a Cremona. Esperto, formatore e autore di testi su comunicazione, marketing, social media, tecnologia e cultura digitale. Progetta e cura strategie di marketing online per aziende,...

Lo conosciamo tutti quel vecchio detto, che ancora oggi sentiamo echeggiare ogni volta che qualcuno punta il dito contro chi insegna una professione o una materia senza praticarla: chi sa fa, chi non sa lontano non va. Come tutti gli adagi popolari, anche questo sembra avere in sé una buona dose di verità, ma le cose stanno diversamente.
È di tutta evidenza, anche in termini statistici, che nello sconfinato universo della formazione ci siano sacche di impreparazione, di mediocrità o addirittura di cialtronaggine, ma nell’era della rete, dei social media e del personal branding chi non merita di svolgere un’attività o un lavoro non ha vita lunga (a parte rari casi, che quando vengono alla luce sconfinano spesso nel penale) ed è destinato a perdere presto clienti, commissioni e cattedre.

Il problema del gap tra teoria e pratica, tuttavia, è concreto e urgente, oggi più che mai, al punto che in molti contesti gli insegnanti di ruolo vengono affiancati da professionisti e da specialisti, che portano ai discenti esperienze e casi concreti per rafforzare quanto appreso sul piano teorico. Forse però questo non basta.
Per perseguire davvero l’eccellenza occorre che docenti e discenti entrino con convinzione nell’era del lifelong learning e che entrambi abbiano accesso al mondo del lavoro e a quello delle aziende, perché è solamente in quel contesto che la formazione può essere davvero completa, efficace e al passo con i tempi.
Come è possibile fare tutto ciò?

Insegnanti si nasce?

Come per tutte le cose, nessun insegnante nasce tale. Molti di loro hanno questa aspirazione sin da bambini, ma la maggior parte arriva a svolgere questa attività nel corso della propria carriera di studio o di lavoro. Ovviamente ogni materia e ogni percorso formativo ha le sue caratteristiche e peculiarità, quindi è impossibile (e pericoloso) generalizzare, ma è probabilmente da qui che bisognerebbe partire, per avere insegnanti migliori.

La domanda è: a parte chi insegna singole materie dal punto di vista meramente teorico (come ad esempio accade nella scuola dell’obbligo), è davvero sostenibile l’idea che un insegnante esca dalla scuola, faccia tirocinio come docente e vada subito a insegnare, senza aver mai messo piede in un’azienda diversa da quella scolastica? Come può una figura di questo tipo formare ragazzi che poi dovranno lavorare, mettendo in pratica una teoria che nasce esclusivamente dai libri? Fortunatamente questa ipotesi è da tempo smentita nei fatti, perché la stragrande maggior parte dei percorsi didattici prevede già numerose forme di avvicinamento e di inserimento nel mondo del lavoro (es. alternanza scuola-lavoro), ma oltre alla mera questione pratica rimane quella culturale. Chi insegna non può più permettersi il lusso di essere un docente soltanto perché ne ha i titoli e perché ha ricevuto una cattedra e un incarico. Chi pensa questo è fuori dal mondo e non è di alcuna utilità per i suoi discenti, che ben difficilmente potranno anche soltanto apprezzare ciò che questi insegna.

Insegnare meno, insegnare bene

L’avvento di internet ha cambiato il mondo molto più di quanto non si riesca a comprendere. Non che oggi sia possibile imparare qualsiasi cosa navigando in rete; al contrario, l’enorme mole di informazioni contrastanti che è semplice reperire su centinaia di milioni di siti rischia di fare danni enormi in ambito formativo.
Nonostante l’inattendibilità di molte fonti online, tuttavia, oggi il problema delle mere nozioni è molto ridimensionato rispetto al passato. Al netto di tutte le innovazioni applicabili alla didattica (es. realtà virtuale, aumentata e mista, stampa 3D e molto altro) appare sempre più fondamentale l’importanza delle applicazioni pratiche, del confronto diretto con le aziende e con il mondo del lavoro, ma ancor più il trasferimento di una mentalità e di un metodo. Imparare una volta e per sempre è infatti quanto di più lontano dalle esigenze attuali e future della nostra civiltà.

Ecco perché servono insegnanti che abbiano ben chiara l’esigenza della scuola di trasferire meno concetti e più stimoli. Serve un approccio che porti chi impara a confrontarsi con la realtà e con tutte le sue sfumature, più o meno ortodosse che siano.

Impegno, relazione, libertà, innovazione: i 4 valori dell'arte di Christo

Lo scorso 31 maggio è venuto a mancare uno dei più grandi artisti contemporanei viventi: Christo.Nato nel 1935 in Bulgaria, è a Parigi che dà vita alla sua espressione artistica e sempre qui che incontra Jeanne-Claude, sua moglie e compagna di sodalizio...
Lo scorso 31 maggio è venuto a mancare uno dei più grandi artisti contemporanei viventi: Christo.Nato...

01 Giugno 2020 | Centodieci

Non è vero che Favole al telefono è un libro per bambini

Cosa vuol dire che un libro è per bambini? Ce ne sono di tantissimi illustrati dai migliori illustratori e designer internazionali, scritti da autori che hanno anche scritto romanzi e libri che hanno emozionato i genitori di quei libri che vengono definiti...
Cosa vuol dire che un libro è per bambini? Ce ne sono di tantissimi illustrati dai migliori illustratori...

29 Maggio 2020 | Centodieci

Cosa imparare dalla visione imprenditoriale di Ferruccio Lamborghini

A volte mi domando che idea possano farsi del cosiddetto “miracolo economico” i ragazzi che hanno imparato a usare il touch screen prima di saper leggere e scrivere. Dei favolosi anni Sessanta del secolo scorso, quando il nostro Paese sbalordiva il...
A volte mi domando che idea possano farsi del cosiddetto “miracolo economico” i ragazzi che hanno...

27 Maggio 2020 | Innovability

Una giornata nella Zona rossa del Covid-19

La pandemia da Coronavirus è una situazione tanto nuova quanto controversa. Ciò che arriva attraverso giornali e media è un racconto sporcato, ogni nuovo racconto si addensa di un particolare, finché non si arriva al punto della confusione. Tale narrativa...
La pandemia da Coronavirus è una situazione tanto nuova quanto controversa. Ciò che arriva attraverso...

26 Maggio 2020 | Innovability

Il tempo umano di Nisini e il valore personale dei momenti della vita

Quel venerdì pomeriggio, in un giorno di tarda primavera, in cui nell’aria si poteva percepire il profumo di un’estate sempre più prossima, la vita di Tommaso è cambiata. Ma non perché semplicemente abbia incontrato l’amore o qualcosa che gli...
Quel venerdì pomeriggio, in un giorno di tarda primavera, in cui nell’aria si poteva percepire il...

22 Maggio 2020 | Arte e Cultura

I benefici psicologici del mare nella nostra vita

Il mare e la filosofia condividono lo stesso movimento:incarnano la vita, le indicano una rotta.- Cécile Guérard È nell’intercapedine tra mare e inconscio che si nasconde il vero beneficio del ritrovarsi sulla riva, al di fuori della quotidianità...
Il mare e la filosofia condividono lo stesso movimento:incarnano la vita, le indicano una rotta.- Cécile...

20 Maggio 2020 | Crescita

Il Coronavirus ha sconvolto davvero il futuro del capitalismo?

Il Coronavirus sta modificando profondamente le nostre vite, ma non sappiamo ancora quanto. Siamo troppo immersi nella dinamica che stiamo attraversando e la nostra energia al momento è quasi totalmente presa dalla priorità della salvaguardia della...
Il Coronavirus sta modificando profondamente le nostre vite, ma non sappiamo ancora quanto. Siamo troppo...

19 Maggio 2020 | Centodieci

Lo Stato dell’Unione di Nick Hornby ci racconta le crisi di coppia

Le coppie, si sa, vanno in crisi. Si uniscono e si lasciano e magari proprio la convivenza coatta può far creare situazioni inedite che inaspriscono o rendono migliori lo stare insieme. I protagonisti de Lo Stato dell’unione di Nick Hornby parla proprio...
Le coppie, si sa, vanno in crisi. Si uniscono e si lasciano e magari proprio la convivenza coatta può...

15 Maggio 2020 | Arte e Cultura

Il contagio delle emozioni che ti rende un buon leader

Leadership sotto pressione Se qualcuno ci avesse detto il primo gennaio del 2020 che entro la fine del primo trimestre la metà della popolazione mondiale sarebbe stata chiusa in casa, che non avremmo potuto andare a trovare i nostri amici o familiari,...
Leadership sotto pressione Se qualcuno ci avesse detto il primo gennaio del 2020 che entro la fine del...

13 Maggio 2020 | Crescita

Come pensiamo all’ambiente durante il Coronavirus

Tutti abbiamo fatto esperienza, in questi ultimi mesi, delle misure restrittive che sono state messe in atto dai governi per contrastare la pandemia. Tutti abbiamo capito che queste soluzioni restrittive avevano e hanno come scopo quello di fermare la...
Tutti abbiamo fatto esperienza, in questi ultimi mesi, delle misure restrittive che sono state messe...

12 Maggio 2020 | Innovability