Lo scorso settembre, primo Paese al mondo a farlo in via ufficiale, El Salvador ha adottato il Bitcoin come valuta a corso legale, accanto al dollaro USA. La notizia ha fatto il giro del mondo, regalando al Presidente dello stato centroamericano, Nayib Bukele, un prevedibile quarto d’ora di celebrità: se l’esperimento salvadoregno andrà in porto, per le criptovalute potrebbe infatti essere l’inizio di una nuova era. Ma come funziona esattamente il Bitcoin salvadoregno? Quali pro e contro comporta l’adozione di una criptovaluta per un paese in via di sviluppo? Ecco 7 cose da sapere.

Perché El Salvador ha puntato sul Bitcoin?

Essendo un paese povero, neppure ricco di risorse naturali, El Salvador vive in una condizione di instabilità economica da decenni. Il Paese non ha neppure una sua valuta ufficiale, ma ricorre al dollaro statunitense: di fatto questo lo sottomette alle politiche monetarie della Fed americana, che non gli sono sempre favorevoli. Adottare il Bitcoin lo libera in parte dal giogo di un governo straniero, e – secondo alcuni osservatori – potrebbe avvantaggiare un’economia basata fortemente sulle rimesse, da cui dipende un quarto del PIL di El Salvador: usare i bitcoin invece dei dollari per ricevere i soldi che i salvadoregni che lavorano in altri paesi mandano a casa, potrebbe ridurre il costo dei trasferimenti di valuta, evitando di dover ricorrere a intermediari (costosi). Ci sarebbe anche un altro vantaggio: il 70% dei salvadoregni non ha un conto in banca, ma la maggior parte di loro possiede uno smartphone, che è quanto basta per custodire un wallet (portafogli) digitale.

Come funziona il Bitcoin in El Salvador

I bitcoin sono una valuta virtuale che viene caricata prevalentemente su portafogli digitali e accessibili tramite un’app dello smartphone. In El Salvador, il wallet ufficiale è Chivo, che si traduce come “cool”, “figo”. Gli utenti possono configurarlo per effettuare pagamenti in bitcoin o nel loro equivalente in dollari in tutto il Paese. Per pagare beni e servizi, sia l’acquirente che il venditore però devono disporre dell’app elettronica. Mentre per prelevare o depositare contanti (in dollari), il governo ha aperto 200 sportelli automatici, tipo Bancomat.

In base alla Bitcoin Law promulgata dal Parlamento, “qualsiasi agente economico deve accettare bitcoin come forma di pagamento quando viene offerto dalla persona che acquista un bene o un servizio“. Ma se un venditore preferisce ricevere dollari come pagamento, l’utente Chivo può effettuare una conversione sul posto quando paga via app.

Ci sono rischi?

il Bitcoin è un asset volatile e adottandolo come moneta avente corso legale, le fortune economiche di El Salvador saranno soggette a tale volatilità. Le oscillazioni selvagge dei bitcoin potrebbero creare problemi alla popolazione, modificando drasticamente il prezzo relativo di alcuni beni di consumo da un giorno all’altro. E se Bitcoin arresta la sua corsa, come ha fatto nel 2018, quando ha perso più della metà del suo valore in un solo mese, per El Salvador e la sua gente potrebbe essere un bel problema. Per questo il governo di Bukele ha promesso di introdurre la popolazione all’uso consapevole del Bitcoin con dei corsi speciali di educazione finanziaria.

I salvadoregni che ne pensano?

Secondo uno studio dell’Università Francisco Gavidia, meno del 20% di 1.233 salvadoregni intervistati approverebbe l’adozione del Bitcoin come valuta. Quasi la metà afferma di non sapere nulla di Bitcoin. I consumatori, ad ogni modo, non avranno alcun obbligo di passare al bitcoin, anche se coloro che lo faranno riceveranno un incentivo una tantum equivalente a 30 dollari nel loro Chivo.

Va anche detto, che già prima del lancio ufficiale circa 50.000 salvadoregni usavano bitcoin: molti di loro vivono nella cittadina costiera di El Zonte, dove aziende e privati ​​utilizzano la valuta sulla scia del progetto di un anonimo benefattore, che ha donato bitcoin per aiutare i concittadini che prima non avevano accesso alle banche. Risultato: a El Zonte, i bitcoin si usano per pagare praticamente tutto: dalle bollette alle lattine di soda. Bukele spera che il modello El Zonte faccia proseliti.

Cosa ne dicono le banche?

Gli investitori stranieri e le istituzioni finanziarie sono scettici. A luglio, Moody’s ha annunciato di aver declassato il rating di El Salvador, in parte proprio a causa del piano Bitcoin, affermando che “Queste misure riflettono un governo indebolito, aumentando le tensioni con i partner internazionali, compresi gli Stati Uniti, e mettendo a repentaglio i progressi verso un accordo con l’FMI“. Anche il Fondo Monetario Internazionale (FMI), di cui El Salvador è uno stato membro, ha criticato l’adozione di Bitcoin come valuta nazionale, definendola “una scorciatoia sconsigliabile”.

Chi finanzia il Bitcoin salvadoregno?

Il governo ha stanziato 203 milioni di dollari per rafforzare il suo piano Bitcoin. Di questi, 150 milioni di dollari servono a garantire la ‘convertibilità’ di bitcoin in dollari e 23,3 milioni di dollari per finanziare il lancio. Altri 30 milioni di dollari sono stati stanziati per il bonus di 30 dollari per i nuovi utenti. Il governo ha fatto il primo passo, acquistando 400 bitcoin al momento del lancio, seguiti da altri 150 dopo qualche giorno, per un valore totale di 26 milioni di dollari.

Bitcoin in El Salvador: che c’entrano i vulcani?

I primi di ottobre, El Salvador ha estratto 0,00599179 bitcoin, circa 270 euro, con l’energia imbrigliata da un vulcano. Il presidente Bukele, entusiasta, ha pubblicato un video di 25 secondi, che mostra un container brandizzato dal governo pieno di attrezzature per fare il mining dei bitcoin e tecnici pronti a installarle, in una factory in una foresta, al confine con un vulcano. Nei piani di Bukele, il Bitcoin salvadoregno dovrebbe infatti essere sostenibile e per questo ha incaricato la società elettrica geotermica statale di “creare un piano per offrire strutture per l’estrazione di Bitcoin con energia molto economica, pulita al 100%, rinnovabile al 100% e a zero emissioni dai nostri vulcani”. Il video, che in poche ore è diventato virale ottenendo oltre 2,4 milioni di visualizzazioni, si intitola “Primi passi…”. La speranza di Bukele e di chi ha creduto nel Bitcoin salvadoregno è che di passi se ne facciano anche altri.