Silicon Valley investe nella meditazione: ecco i benefici scientifici che convinceranno anche te - Centodieci

Silicon Valley investe nella meditazione: ecco i benefici scientifici che convinceranno anche te

Silvio Gulizia

Scrittore, giornalista e consulente di comunicazione. Ha lavorato venti anni nel giornalismo, come cronista prima ed esperto di tecnologia e innovazione poi, scrivendo per quotidiani e riviste. Questo l’ha portato...

Negli ultimi due anni, gli app store di ogni marca si sono riempiti di app per la meditazione, come Calm o Headspace, che propongono meditazioni guidate, o come Lucid, che mette la pratica al servizio degli sportivi. Questa è solo la punta di un iceberg: il business della meditazione nel 2015 ha superato il miliardo di dollari, secondo una recente ricerca di IBISWorld.

Fra il 2012 e il 2016 sono state create negli Stati Uniti 142 startup più o meno direttamente collegate a questo mondo. Queste hanno raccolto oltre 260 milioni di dollari di investimenti da attori di primo piano come 500 Startups, YCombinator, ed HealthX Ventures, secondo un report della società di analisi Quid.

Negli App Store si contano oggi oltre un migliaio di app legate al mondo della meditazione. Nel mese di maggio le prime cinque di queste hanno sfiorato i 700mila download complessivi (dati Sensortower). La sola Headspace, una delle app più scaricate, dichiara oggi oltre 15 milioni di utenti.

La meditazione nella Silicon Valley

Secondo un sondaggio di Fidelity Investments e National Business Group on Health, nel 2016 il 22 per cento delle aziende americane ha offerto ai propri dipendenti un programma di meditazione e la percentuale potrebbe raddoppiare nel 2017.

Uno dei primi big del mondo tech a fare “outing” fu il fondatore di Apple Steve Jobs, che nella biografia scritta da Walter Isaacsson dice: «Se ti siedi e osservi, vedrai come la tua mente sia irrequieta. Se provi a calmarla, è solo peggio, ma con il tempo riuscirai a calmarla, e quando si calma, c’è spazio per sentire cose molto più complesse. È qui che la tua intuizione inizia a fiorire e tu inizi a vedere le cose con maggior chiarezza ed essere maggiormente nel presente. La tua mente rallenta, e vedi un enorme distesa nel momento. Vedi molto più di quello che riuscivi a vedere prima. È una disciplina: va praticata».

Il CEO di Twitter Jack Dorsey, quello di Linkedin CEO Jeff Weiner, quello di Medium Evan Williams, quello di Saleforce Marc Benioff, il co-fondatore di Google Sergey Brin, sono tutti meditatori dichiarati.

Google ha anche sviluppato un programma specifico per i propri dipendenti, Search Inside Yourself, che dopo essere stato praticato da oltre un migliaio di dipendenti, ha preso vita al di fuori dell’azienda e oggi è aperto a chiunque, con corsi anche in Svizzera, Germania, Inghilterra, Turchia, Spagna, ma non ancora in Italia. Diverse aziende dell’indice Fortune 500, come Ford e American Express, lo hanno già proposto ai propri dipendenti.

Un’amore basato sui dati

Perché il mondo dell’innovazione si è innamorato di questa pratica? Yunha Kim, la fondatrice di Simple Habit, una specie di Netflix della meditazione, ha raccontato con queste parole la propria esperienza: “Ero così stressata dal lavoro con la mia startup che ho iniziato a meditare più volte al giorno, e così sono diventata una power user delle app di meditazione”.

Simple Habit oggi è usata non solo da geek, ma anche da studenti, artisti, medici, e contadini, che rappresentano un terzo degli utenti dell’app. Diversi studi, come quello pubblicato da Tonya Jacobs sull’Health Psychology journal, hanno infatti dimostrato che uno dei principali benefici della meditazione è la riduzione dello stress.

La diffusione della meditazione nella Silicon Valley sembra essere parte di quel trend crescente della ricerca del successo attraverso l’analisi dei dati, figlia di una cultura imprenditoriale incarnata da una battuta di Jim Barksdale, fondatore di Netscape, azienda che realizzò il primo browser della storia: “Se abbiamo dei dati, seguiamo i dati. Se tutto quello che abbiamo sono opinioni, seguiamo le mie”. E di dati la meditazione ne fornisce parecchi, a partire da quello relativo all’inspessimento della corteccia cerebrale, come rilevato da ricerche delle università UCLA, Yale e del Massachussets Istitute of Technology.

I benefici scientifici della meditazione

Decine di studi in merito hanno evidenziato come la pratica aumenti l’empatia, renda il cervello più efficiente, alteri il modo in cui ci esprimiamo, combatta le infezioni respiratorie e le infiammazioni e procuri benefici che si estendono ben al di là della pratica, lungo tutto l’arco della giornata.

Nello specifico, meditare favorisce l’aumento di ormoni la cui carenza espone a malattie come osteoporosi, diabete, obesità e financo tumori, e la riduzione di quelli che invece risultano nocivi per il sistema immunitario. Altri effetti concreti della meditazione, portati alla luce da diversi studi scientifici, sono la riduzione della pressione sanguigna, della perdita di facoltà cognitive dovute all’invecchiamento, della depressione, un miglioramento della qualità del sonno e dell’ossigenazione del cervello, da cui deriva una maggior consapevolezza di sé e un miglioramento della capacità di concentrazione.